
Giovani per necessità e virtù: Parma con Konate e Lontani anche a Torino
La sconfitta per 0-1 contro il Cagliari ha dimostrato che in casa Parma la tanto paventata rivoluzione tarda ad arrivare, almeno nel gioco. Tuttavia, in campo, ci sono comunque stati parecchi cambiamenti.
Un mercato votato prevalentemente alle uscite dei giocatori più profittevoli ha accelerato un processo di restaurazione che, per la seconda squadra più giovane d’Europa (prima in Italia), si pensava non così repentino. A giovarne più di tutti sono stati i due teenager, Abdou-Salam Konate e Simone Lontani, entrambi titolari e al loro debutto in Serie A.
Konate, classe 2006, compirà 20 anni a novembre e a lui Cuesta ha affidato le chiavi del centrocampo crociato nella prima di campionato, dopo le buone prestazioni nelle amichevoli estive e in Coppa Italia contro il Catania. Il livello degli avversari si è alzato notevolmente e, con esso, le difficoltà, a cui è andato incontro il mediano ex Primavera. Spesso in inferiorità numerica contro il rombo molto dinamico dei sardi, Konate ha disputato una partita tutto sommato senza infamia e senza lode. Lo raccontano i numeri del franco-senegalese: i 31 passaggi riusciti su 37 (11 su 14 nella metà campo avversaria) giustificano il motivo per cui Cuesta stia insistendo tanto su di lui tra i primi costruttori. Pochi altri in rosa - forse nessuno - tra quelli a disposizione hanno la capacità di giocare i possessi in maniera così pulita in quella zona di campo. Con la palla tra i piedi Konate è anzitutto un metodista. Non ha mai colpito per fantasia o estro: in Primavera l’impressionante numero di 9,4 palloni recuperati e gli 8,2 contrasti vinti a partita ne svelano primariamente le doti da interditore - funzione che però nel Parma dei grandi nessuno fa meglio di Mandela Keita, contro il Cagliari demandato ad altri compiti.
A fronte di ciò, i 9 cartellini in 29 partite sono spia, oltre ad uno stile piuttosto aggressivo, anche di una macchinosità che lo ha spesso costretto a rifugiarsi nel fallo. Proprio questo dettaglio è emerso nel battesimo di Konate in massima serie. In alcuni frangenti è andato in affanno, per qualcuno si è trovato quasi spaesato, contro i mobilissimi e tecnici centrocampisti del Cagliari.
Ancora più giovane è Simone Lontani, 18 anni compiuti lo scorso gennaio. Anche l’ex Milan è entrato ben presto nell’undici titolare di Cuesta per non uscirne più, almeno per ora. Anche il 2008, nativo di Cesena, alla prima ufficiale contro il Catania (che comunque resta una squadra di Serie C) aveva rubato gli occhi. Molto merito dei consensi ricevuti è imputabile ai due gol che hanno deciso la partita. Entrambi li aveva segnati con un solo tocco ed entrambi da dentro l’area: esattamente come i 10 realizzati nella scorsa stagione, tutti con l’Under 20 rossonera. Eppure, nonostante questo istinto da rapace, nella pre-season si è visto anche schierato da mezz’ala. I motivi probabilmente sono simili a quanto detto sopra per Konate: quanti, nella rosa attuale, ben si sposano con il bel calcio che il nuovo corso del Parma vuole proporre? Pochi. Quanti sanno smarcarsi e interpretare gli spazi bene come Lontani? In quanti riescono poi ad abbinare le necessarie e sufficienti capacità tecniche? Si spiega così lo schieramento di un 18enne che sinora aveva sempre fatto l’attaccante esterno, a dispetto di un fisico forse troppo gracile per la Serie A. Esperimento presto accantonato: in coppa e campionato, Lontani è tornato all’ala, ma non ha deciso, pur continuando a mostrare colpi interessanti (fini a se stessi) e un’abnegazione premiata dalla standing ovation della Curva Nord.
Nel calcio, spesso, si usa l’espressione «si vede che è giocatore», e calza a pennello su Lontani. Il giovane attaccante qualche limite ancora lo mostra, ma all’orizzonte si profila un’impennata delle aspettative, viste le difficoltà del Parma attuale e la fame di sogni dei tifosi, oltre all’ostracismo per i giocatori vicini alla trentina. Lasciamolo crescere in pace.
Dopo la falsa partenza con il Cagliari, alla prossima Delprato e compagni saranno attesi dall’impervio scontro in casa della Juventus. Una sfida che non è mai come le altre. Pur forse non temibili come anni fa, i bianconeri saranno il test più arduo per il Parma in questa nuova stagione. Se su Konate permangono ancora dubbi, non paiono essercene sulla presenza di Lontani dal 1′. «Gli eroi son tutti giovani e belli» cantava Guccini e, se la bellezza è negli occhi di chi guarda, sulla gioventù non si discute. Parma si augura che basti.
