
Rabbia e sconforto, la protesta dei tifosi viaggia sui social
La protesta viaggia su web e social ed è il termometro perfetto per misurare il malcontento del popolo gialloblù. Migliaia di commenti di tifosi inviperiti dopo la sconfitta in casa della Lazio (2-1), la sesta stagionale. Un mix di rabbia, sconforto, pessimismo e ardui consigli che invadono le pagine ufficiali del Parma (… e Sportparma) e non solo. Per conferme basta farsi un giro su Facebook e Instagram.
Di questi tempi non potrebbe essere diversamente: c’è chi punta il dito contro Gilardino, chi vorrebbe il ritorno di Cuesta, chi accusa Touré, chi se la prende con Bernabé, Corvi e Sierro, chi mette sotto accusa il 3-5-2 e chi sfoga tutta la propria rabbia contro il presidente Krause, l’Ad Cherubini e il Ds Pettinà. Il patron americano è sicuramente uno dei più bersagliati.
Un disfattismo che non porta da nessuna parte, anzi incupisce ancora di più il clima attorno al Parma, una squadra fragile e con gravi carenze di organico, senza un’identità precisa. D’altronde, i soli 4 punti dopo 8 giornate sono una mazzata difficile da comprendere e da spiegare alla piazza, soprattutto dopo il calciomercato estivo che ha gonfiato il bilancio ma indebolito ulteriormente la rosa.
Il clima è pessimo, grigio e cupo, tant’è che per molti tifosi la sfida di mercoledì contro l’Udinese è già decisiva per le sorti della squadra di Gilardino. In realtà al momento è impensabile credere che ci saranno nuovi scossoni in panchina, salvo clamorosi ripensamenti.
Il tecnico di Biella sta lavorando sodo per trovare una soluzione ai tanti problemi, ma è chiaro che tutto passa dal campo, dalla testa dei giocatori e dal supporto della società. A proposito, martedì a Collecchio, in conferenza stampa, parlerà Cherubini e non il Gila, come consuetudine vuole alla vigilia di una partita di campionato. Il momento è delicato ed è giusto, anzi doveroso, che siano i dirigenti a creare un parafulmine attorno alla squadra, sperando che contro l’Udinese possa arrivare la svolta necessaria…. e gettare un po’ di acqua sul fuoco della protesta. Anche perché la pazienza sembra finita.
