Susic: «I risultati hanno nascosto i problemi. Parma, in difesa serve esperienza»

In occasione della 23ª puntata stagionale del PARMATALK, il settimanale appuntamento live sui canali di SportParma, è stato ospite Massimo Susic (clicca qui per rivederla). L’ex difensore del Parma, vincitore di una coppa UEFA, è intervenuto sulla pesante sconfitta crociata contro la Cremonese, sul centrocampo e sulla difesa della squadra di mister Cuesta.

Il doppio ex della sfida ha commentato così la recente partita del Tardini: «Sicuramente è stata una partita abbastanza difficile per il Parma. Ricordiamo che Giampaolo vince sempre la prima giornata da subentrante, il Parma non è riuscito a reagire, in casa quest’anno ha vinto solamente 3 partite… Quando giochi in casa devi scoprirti e fare la partita e in queste situazioni va in difficoltà. Per quanto riguarda i gol, il primo è stato un grande errore del Parma, mentre sul secondo con 4 passaggi la Cremonese è arrivata in porta: questo significa che il Parma non era messo bene in campo. E, per poter pareggiare, devi avere organizzazione».

Susic, 61 presenze in gialloblù tra le stagioni 1989/’90 e di nuovo dal ’94 al ’96, ha proseguito analizzando la stagione del Parma in maniera piuttosto critica: «La squadra non ha mai fatto grandi partite, alcune sono state mascherate dal risultato positivo. Entrambi i gol sono venuti dalla sinistra: mancava posizionamento, erano messi malissimo in campo, la squadra era scoperta. All’80% il Parma rifarà la serie A e, quindi, questa tranquillità e i risultati fatti – fatti male però hanno fatto i punti per poter fare la Serie A anche l’anno prossimo – hanno contribuito a questi risultati. Sicuramente anche cambiare spesso modulo dà sensazione di incertezza: io credo che questo Parma ha fatto dei risultati che hanno nascosto tutti i problemi che ha».

Il cinquantanovenne nativo di Mossa ha poi parlato di Mandela Keita nel ruolo di play e del centrocampo crociato: «Un play deve avere la personalità di volere la palla e deve avere la fiducia della squadra. Se un giocatore non ti dà fiducia, non sei tranquillo in quella zona del campo; è un ruolo importantissimo, lui dovrebbe dettare il gioco. Guardando i numeri, ha fatto molti passaggi, ma i numeri bisogna saperli guardare: si possono fare anche 100 passaggi ma bisogna analizzarli. Se ti do la palla una o due  volte e tu la mandi indietro, alla terza volta non te la do più. Poi, magari, va bene davanti la difesa, magari è più un rompitore che un costruttore».

Infine, l’ex difensore ha parlato di Alessandro Circati, ricordando le partite giocate con il padre (Gianfranco, ndr), per poi concludere con un consiglio per il Parma: «Io ho giocato con il papà di Circati, diciamo che lui in confronto al figlio era più brutto da vedere. Alessandro viene da un infortunio che, nonostante sia passato un po’ di tempo, gli ha fatto perdere un po’ di continuità. Sulla difesa io credo che, se fa acqua bisogna guardare anche il centrocampo. Perché, se il centrocampo non fa da filtro, puoi essere forte quanto vuoi dietro, ma primo o poi passano gli avversari e prendi gol. Io penso che il Parma in difesa abbia bisogno di un uomo d’esperienza che guidi i giovani:dietro quando ci sono cosi tanti ragazzi c’è la necessità di qualcuno che abbia più esperienza».

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