Gilardino: «Serve leadership e una scintilla». Gattuso: «Che mentalità!»

Ai microfoni di Sky Sport, le parole dei due tecnici, Alberto Gilardino e Gennaro Gattuso, al termine di Lazio-Parma (clicca qui per le pagelle), match terminato 2-1 e valevole per l’8ª giornata della Serie A 2026/2027.

LE DICHIARAZIONI DI ALBERTO GILARDINO (PARMA)

TROPPO FRAGILI «La fotografia della partita è abbastanza chiara. Dovrà rivederla, ma rispetto al Torino abbiamo fatto un passo avanti rispetto nel primo tempo di stasera: sotto il profilo delle distanze, siamo stati corti, e abbiamo creato diverse situazioni pericolose per andare in vantaggio. Nel secondo tempo abbiamo subito due gol troppo facili: c’è qualche ingenuità che ci stiamo portando dietro. Non deve succedere per una squadra che ha chiaro l’obiettivo da raggiungere. Dobbiamo maturare velocemente. Da dopo il 2-0 dovevamo e potevamo fare, a livello di atteggiamento, qualcosa in più».

COME A PISA? «Il timore non deve essere nel nostro vocabolario. Siamo dentro a delle difficoltà, vanno a affrontate con serenità e responsabilità. Abbiamo la possibilità tra 4 giorni di giocare una partita importante, non decisiva: la prepareremo al meglio per invertire la rotta. Sono certo ce la faremo».

REBUS IN MEDIANA «Ho preferito Vincent Sierro, perché Bernabé arrivava da uno stop di un paio di settimane per un problemino e aveva giocato quasi tutta la partita con il Torino: sapendo di giocare la prossima partita mercoledì, l’ho fatto entrare per necessità nel secondo tempo, anche perché Sierro era stato ammonito. Berna (Bernabé, ndr) può giocare lì (da vertice basso, ndr), ma anche da interno a piede invertito: ha qualità per giocare in tutti i ruoli del centrocampo».

LA CRESCITA DI LONTANI «Simone ha margini di miglioramento incredibili sotto l’attacco della profondità e dell’uno contro uno. In quella zona del campo può essere decimavi, ma anche Ada trequartista, da giocatore che va a lavorare tra le linee. è un ragazzo giovane, va fatto crescere. lavorare. Ma crediamo in lui, io in primis».

VECCHI IN CRISI «Mi aspetto molto dai più esperti, sia dal punto di vista della comunicazione sia dell’attitudine. Sono stati entrambi (Diego Carlos e Sierro, ndr) sotto le attese per situazioni di gioco, ma credo molto in loro: sono importanti per noi. Loro con Troilo, Enrico Delprato, Valeri, possono. e devono trasmettere un’identità ben chiara per il futuro del Parma. Abbiamo bisogno di leadership per continuare questo campionato: la squadra è giovane e bisogna cercare di mantenere energia positiva. Non è semplice, ma io in primis lo farò. Da questi momenti qua si cresce, si matura: ma è chiaro che deve esserci un risultato positivo, una scintilla, per cambiare un po’ la rotta».


LE DICHIARAZIONI DI GENNARO GATTUSO (LAZIO)

MENTALITÀ «Il primo tempo andavamo piano: sulle loro ripartenza siamo stati un po’ dei polli… Poi, abbiamo alzato i ritmi e la squadra è venuta fuori. Ma questa squadra ha grande mentalità. Sono contento: nelle ultime due partite abbiamo fatto uno step e siamo migliorati, dobbiamo continuare su questa strada qua. La squadra è viva: non dobbiamo giocare sotto ritmo, altrimenti non siamo pericolosi come quando andiamo forte».

IN VETTA ALLA CLASSIFICA «Dipende da noi. Dobbiamo continuare a pensare partita per partita. Lassù noi non c’entriamo nulla, perché è non c’entriamo nulla! Ma stiamo scrivendo una piccola storia di questa società. Dobbiamo continuare così. Ogni partita ci sono 200-300 persone in più che entrano. Oggi voglio ringraziare anche la Curva che ha aspettato la squadra, quando siamo entrati dal cancello dell’Olimpico. Continuiamo con questo entusiasmo e alla fine vedremo dove arriveremo».

LAVORO INVISIBILE «Riusciamo a fare carichi importanti e dare riposo ai calciatori. Ho dato 20 giorni di recupero alla squadra in questi tre mesi: si riesce a lavorare forte. Lavorano forte due giorni, si riposano una giornata e quando tornano sono freschi e lucidi. Questo, sì, ci sta dando un vantaggio sicuramente».

PELLEGRINI «Fra un paio di mesi Luca andrà a parametro zero. Giustamente la società ha fatto una scelta su di lui e su Patric, e io sono l’allenatore. A mercato chiuso avevamo due giocatori da mettere in lista, si erano fatti dei nomi e avevo detto di no perché sapevo bene che atmosfera si respirava nello spogliatoio. Patric è andato negli Emirati Arabi, mentre Luca l’ho fatto giocare in amichevole, perché se lo meritava, è un bravo ragazzo. Anche se la società ha fatto una scelta, perché non dargli la possibilità di metterlo in gruppo? Il club lo ha accettato e pra, naturalmente, fa parte della rosa».

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