Touré, ora o mai più: nella sua Bergamo è l’ultima chiamata

Il campionato del Parma cerca una svolta e, per farlo, potrebbe dover passare dai piedi di uno dei suoi oggetti più misteriosi di questo brutto avvio di stagione. Domani, nel posticipo della 10ª giornata di Serie A, i crociati faranno visita all’Atalanta alla New Balance Arena. Una partita speciale, dal sapore di esame di coscienza e di bivio cruciale, soprattutto per El Bilal Touré.

Arrivato in Emilia la scorsa estate in prestito oneroso (1,5 milioni di euro) con un’opzione di riscatto fissata complessivamente intorno agli 11 milioni (e legato a determinate condizioni e alla salvezza), il classe 2001 maliano sta facendo i conti con un impatto ben al di sotto delle aspettative. Per tre anni acquisto più oneroso nella storia della Dea - che, nel 2023, lo aveva prelevato per 31 milioni di euro dall’Almeria –, Touré non è ancora riuscito a sbloccarsi con la maglia crociata: in questo avvio di campionato il suo score personale recita ancora 0 gol all’attivo in 9 presenze, tutte da titolare, in Serie A (con un solo assist fornito finora, lo scorso 20 settembre nella vittoria contro il Genoa).

INVOLUZIONE TOTALE Le prestazioni offerte nei 690’ giocati fin qui dal centravanti non hanno convinto del tutto e i numero impietosi certificano le difficoltà di un inserimento che stenta a decollare. Sempre impiegato da mister Carlos Cuesta, prima, e da Alberto Gilardino ora, ma raramente determinante negli ultimi sedici metri di campo, Touré appare appannato e poco incisivo sotto porta: un momento di evidente involuzione.
La sfida nella sua Bergamo assume, così, i contorni di una vera e propria ultima chiamata. Se ElBi vuole convincere la dirigenza crociata a investire sul suo riscatto a fine stagione e, soprattutto, indurre Gilardino a puntare ancora forte su di lui, l’attaccante maliano dovrà dare risposte immediate sul rettangolo verde. Quello degli orobici, con cui giocò solo 17 partite ufficiali (con 3 gol e 1 assist) senza lasciare il segno, tanto che poi sarebbe stato spedito allo Stoccarda, al Beşiktaş e, quindi, al Parma in cerca di maggiori fortune.

CONCORRENZA RITROVATA A complicare ulteriormente i piani di titolarità dell’ex atalantino c’è, poi, il rientro a pieno regime di Nesta Elphege, recuperato nelle scorse ore dopo l’intervento per appendicite acuta. L’attaccante francese, su cui il tecnico biellese ripone grande affidamento per dare peso, centimetri e vivacità al reparto offensivo parmigiano, scalpita per tornare a disposizione e riprendersi una maglia da titolare. E considerando che José Davide Romero è l’unico vero giocatore che sembra imprescindibile per senso del gol e spirito combattivo (che non manca mai), la pressione interna aumenta sensibilmente. E i crediti rimasti a disposizione di El Bilal sono sempre meno.

IL CROCEVIA DI BERGAMO Per il Parma, reduce da un momento delicato di classifica, ritrovare - anzi, scoprire - la migliore versione di El Bilal Touré sarebbe una boccata d’ossigeno fondamentale. Ma l’impresa di espugnare la tana della Dea richiederà una prestazione di altissimo profilo.
Per Touré, calcare nuovamente il prato dello stadio bergamasco da ex non sarà una serata come le altre: servono i suoi gol e la sua esplosività per scacciare i fantasmi e dimostrare che i galloni del grande investimento estivo non sono stati un abbaglio. Il tempo per cambiare marcia, però, è adesso.

(In copertina, El Bilal Touré con la maglia gialloblù del Parma nella pre season - ©Foto: Lorenzo Cattani/SportParma)
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