
IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / MORTO DI NOIA
(Riccardo Schiroli) – Simpatizzo con Edoardo Testoni. Che DAZN ha lasciato in splendida solitudine a commentare Fiorentina-Parma. Già si gioca in un cantiere e questo ispira malinconia. Poi le 2 squadre si sono impegnate allo spasimo per evitare preoccupazioni ai portieri. E Corvi, almeno, si è dovuto sporcare i guantoni in qualche uscita. DeGea proprio poteva anche stare a casa. Comunque, il bilancio della partita è 0-0, anche come tiri in porta.
La Fiorentina ha fatto qualcosa di più, com’era giusto che fosse, vista la classifica e preso atto dei 9 punti di vantaggio del Parma. Ma alla fine, il tiro che è andato più vicino al gol è quello di Nelson [Mandela Keita] nel primo tempo. Il compianto Pino Colombi avrebbe detto che “ha fatto la barba al palo”.
Essendo la partita disponibile solo su DAZN e non essendoci in calendario ritrovi nei vari circoli che solitamente ci ospitano, la chat della mia lega di Fantacalcio era silente. Mentre io prendevo atto dei disastri delle mie stesse scelte (in panchina i gol di Da Cunha e Cambiaso e non sapevo ancora che sarebbe arrivato anche quello di Bowie), ho provato a testare la Realpolitik della chat dei reduci di Onda Emilia. Nella quale prevaleva il salomonico “un altro passo verso la salvezza”.
Siamo onesti: è vero che ci sono ancora 30 punti in palio, come dice Cuesta, ma che la Cremonese (al momento terzultima) recuperi al Parma 10 punti, è probabile come che a me ricrescano i capelli. Oltretutto, di quei 30 punti al Parma basta farne 6. Che in 10 partite non mi sembra un obiettivo azzardato.
Senti, Cuesta: diciamo che è ora di mostrare un po’ più di coraggio. Anche per aiutarmi a dare un significato ai 38 euro e rotti che pago pro quota a settimana.
Il Parma a Firenze ha anche manovrato bene, ma con una linea di 5 difensori (uno atipico, e da me inatteso in quel ruolo, come Cremaschi) e 4 centrocampisti (ché Strefezza vicino a Pellegrino non l’ho visto mai), con Pellegrino che non toccava palla e l’area sempre vuota, fare gol diventa ancora meno probabile che la Cremonese recuperi al Parma 10 punti in 10 partite. E che a me ricrescano i capelli.
Diciamolo, sono morto di noia. E per distrarmi, ho pensato bene di seguire gli aggiornamenti del Bologna, una squadra per la quale godo a gufare solo un po’ meno che per l’Inter e la Juventus. Per dire, la Reggiana per me è solo quarta, in questo mio “personalissimo cartellino”.
Questo ha innescato l’anticipazione per quanto avrebbe bruciato Emilio Marrese su Repubblica Bologna il giorno dopo. E non mi ha deluso: “difficile affrontare coppie più scarse di Orban-Bowie”. E anche: “[la squadra] si è normalizzata, ingrigita, spenta. Fa un gioco anonimo e prevedibile….”
Ora, esimio collega, parlando di David [Bowie] ti devo contraddire. E non perché ce l’ho a Fantacalcio. Sarebbe d’accordo anche Circati, che se lo vide scappare verso la porta e non trovò di meglio che affondarlo in area.
Per non incorrere negli strali di Luto, cercherò anche qualche lato positivo nel Parma. Nelson è sempre il migliore, al netto della solita palla persa nel tentativo di fare coast-to-coast. Cremaschi a tutta fascia ha dimostrato di avere la gamba, l’attenzione e anche la tecnica per essere una valida alternativa. O magari, perché no, il titolare. L’assenza di Bernabé non si è sentita. Nicolussi-Caviglia e Sorensen, hanno entrambi corso tantissimo, e hanno ben tenuto contro Fagioli e Mandragora, che della Fiorentina sono il fiore all’occhiello. Per correre, corre tanto anche Bernabé. Ma Nicolussi e Sorensen hanno garantito più precisione. Magari Bernabé avrebbe fatto meglio di Nelson se gli fosse capitata la palla per tirare dal limite. Vai a sapere…
Il Parma in campo dà sempre tutto quello che ha da dare.
Esaurite le note positive, ribadisco che non mi sono divertito per niente. E, per citare un noto manager bancario ed ex allenatore di Fantacalcio, il Torino-Parma di venerdì non promette niente di buono. “Cuesta contro D’Aversa, non riesco a pensarci. Potrebbero lasciare a casa il pallone, per quel che servirà”.
Senti, Cuesta, smentiscici. Ma non come a Bergamo, possibilmente. Riccardo Schiroli
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