
Gilardino: «Errori non da condannare». Chivu: «Dispiace per Cuesta, mai facile in quella realtà»
SAN SIRO (MI) – Dalla sala stampa dello stadio Giuseppe Meazza le parole dei due tecnici, Alberto Gilardino e Cristian Chivu, al termine di Inter-Parma (clicca qui per le pagelle), match terminato 3-0 e valevole per la 6ª giornata della Serie A 2026/2027.
LE DICHIARAZIONI DI ALBERTO GILARDINO (PARMA)
MEGLIO DIMENTICARE? «Io credo che bisogna essere molto lucidi - soprattutto l’allenatore - nei vari momenti della stagione: contro chi si gioca, che tipo di partita si affronta. La fotografia che ho adesso è che il Parma era partito molto bene. Quando commetti ingenuità, le paghi a caro prezzo, soprattutto contro una squadra straripante. Al 20’ del primo tempo essere sotto 2-0 diventa ancora più difficile. Ma mi porto dietro dei feedback positivi da questa partita. Nel secondo tempo, siamo rimasti dentro la partita: avevo chiesto questo ai ragazzi. Sono arrabbiato per il terzo gol preso. L’errore di Edo (Corvi, ndr) e Mandi (Keita, ndr) non è da condannare, perché sono richieste che vengono fatte in settimana. Venire a Milano e avere 3-4 situazioni importanti non è semplice. C’è amarezza per la sconfitta: però, sono molto fiducioso».
COSTRUZIONE ESAPSERATA? «No. È già qualche giorno che dicevo a Mandela che non deve prendere palla di schiena. C’è margine di miglioramento, sia quando viene a prendere palla sia quando conduce. Gli errori sono costati a caro prezzo, ma non da condannare. Le note positive ci sono: Touré ha fatto una buona partita, vivace; Elphege ha tenuto botta. Abbiamo ritrovato Bernabé. La squadra è stata in partita, ha lottato: sono cosciente che c’è da migliorare».
LE SCELTE «Erano in ballottaggio Franco (Carboni, ndr) e Dominik (Drobnič, ndr), perché mi piace avere un mancini che mi dà più soluzioni. Sulla strategia della partita, ho fatto delle valutazioni. Enrico 5° perché era dalla parte di Dimarco. Bilal con Elphege? Perché avevo pensato alla partita che poteva essere: avevamo campo da attaccare. E, in effetti, la partita è stata quella».
LA SVOLTA PER TOURÉ? «Deve. Se vuole fare il salto di qualità. Sta solo a lui».
LE DICHIARAZIONI DI CRISTIAN CHIVU (INTER)
GHIACCIO PER ÇALHA? «Non ho visto il ghiaccio (ride, ndr). Sta bene. Gli abbiamo offerto un’ora per migliorare la condizione: questa era l’occasione, il momento giusto per farlo giocare e per fargli acquisire fiducia, consapevolezza e condizione fisica. Siamo costretti a fare questi tipi di scelte».
SPENCE DEBUTTA «Godiamoci la prima, i suoi primi 25’, dopo i problemi fisici. Non si può pretendere troppo da lui per mandarlo fuori giri: ha bisogno di allenamenti. Però mi fa piacere vederlo in campo: credo che tutti noi aspettavamo questo momento».
DIMARCO ANCHE A DESTRA «È l’occupazione del campo, lui è libero di accentrarsi se uno fa una rotazione. A volte si trova a fare la punta, a volte la mezz’ala».
IL MANCATO RITROVO CON CUESTA «A me dispiace quando un allenatore va via, così come sono felice per chi subentra. La vita di un allenatore è questa: sai che non sei a tempo indeterminato, vieni giudicato per tante cose. Siamo tutti consapevoli che prima o poi dovremo cercare altre cose. Parliamo di due grandi allenatori, e mi riferisco a Cuesta e a Gilardino: mi dispiace per Cuesta, ma sono felice per Gila, perché ha un’opportunità in una squadra e in una città che ha voglia. Ovvio che non è mai semplice in quella realtà… Ma sono convinto che, come come ha fatto bene Carlos lo scorso anno, la stessa cosa accadrà anche quest’anno per Gilardino. Anche perché Parma lo merita».

