
Gilardino: «Cercherò il miglior vestito per il mio Parma»
Giornata di presentazioni in casa Parma. Nella sala stampa dello stadio Ennio Tardini, nel primo pomeriggio di oggi, sono state rilasciate le prime dichiarazioni del nuovo allenatore dei crociati, Alberto Gilardino.
L’ex attaccante gialloblù torna nel Ducato, in un’altra veste, dopo le esperienze sulla panchina del Pisa e del Genoa, in cui ha collezionato un totale di 73 partite in Serie A. Da giocatore, invece, è sceso in campo con il Parma 116 volte, segnando 56 reti totali. Dinnanzi alle domande poste dai giornalisti, l’allenatore si è mostrato sicuro dei principi che vuole portare, mostrando comunque grande rispetto per il lavoro fatto dal predecessore Cuesta. Inoltre, è apparso sincero e toccato dai ricordi vissuti da calciatore con la maglia dei ducali.
Di seguito, le parole riportate durante la conferenza stampa, a cui erano presenti per SportParma i collaboratori Lorenzo Fava ed Edoardo Elia Sartini:
RITORNO A PARMA «Normale che ci sia grande emozione ed entusiasmo. Ringrazio la proprietà e i dirigenti per la fiducia. Sono carico e voglioso di far bene, trasmettendo queste mie emozioni nel quotidiano. Il mio passato a Parma porta in dote un senso di appartenenza, ma mi sento di dover essere un grande maestro d’orchestra».
IMPRONTA DI CUESTA «Ho visto giocare la squadra e conosco le caratteristiche dei giocatori. Ci sono 6 nazionali che ritorneranno a breve. La squadra mi ha dato disponibilità e mostrato intraprendenza, oltre che voglia di misurarsi l’uno con l’altro. Dovremmo mettere insieme un mattone dopo l’altro per migliorare, sia singolarmente che collettivamente. Il mantra sarà tutti insieme: noi, i dirigenti e anche i tifosi. Se riusciremo a migliorarci anche solo 1% in più, arriveranno i risultati».
PRANDELLI E CARMIGNANI «Ho avuto la fortuna di essere allenato da tanti grandi. Da Prandelli e Carmignani ho cercato di assorbire, così come tutti gli altri. Ma le caratteristiche che vuoi trasmettere sono sempre molto personali, sia a livello di singolo che di principi di gioco».
CONTINUITÀ TATTICA «Credo molto nelle caratteristiche dei giocatori, cercando il miglior vestito da dare a ognuno. Non credo molto nei numeri, ma nei principi che ogni calciatore riesce ad assorbire e trasferire sul campo, soprattutto in termini di aggressività. Tutto, poi, dipende dall’avversario. Ogni settimana ci possono essere variabili, che dipendono sia dai noi che dall’avversario. Avrò una visione più completa al rientro dei nazionali: ma ci sono molte qualità, sia tecniche che fisiche, da poter sfruttare. Starà a me cercare la quadra migliore. Possiamo anche cambiare a partita in corsa».
TIPO DI CALCIO «Dovrò avere una visione d’insieme al rientro di tutto il gruppo. Ci sono diversi momenti all’interno della partita e dovremmo essere bravi a capirli e comprenderli, soprattutto per quanto riguarda l’aggressività o la fase difensiva. È normale che ci sia la volontà di fare qualcosa di propositivo per poter esaltare i nostri giocatori».
EMOZIONI «Due giorni prima dell’ufficialità è arrivata la chiamata. Sono molto orgoglioso di poter allenare una squadra del genere. Queste sono le mie prime sensazioni».
MODULO? «Ognuno ha il suo modo di pensare. Da allenatore ognuno ha i propri principi, senza giusto o sbagliato. Il mio predecessore ha fatto molto bene, ma io probabilmente cambierò alcune situazioni. Sarà fondamentale il DNA e la volontà di lavorare sulle caratteristiche di alcuni singoli, per accentuare determinate situazioni. Abbiamo qualità e caratteristiche specifiche».
MESSAGGIO PER I TIFOSI «La squadra è prevalentemente giovane, ha bisogno di sentire la piazza vicina e il Tardini deve diventare un fortino, in cui gli avversarsi facciano fatica. I tifosi si devono appassionare al nostro gioco. Questa è la volontà».
PERCORSO DI CRESCITA DA ALLENATORE «Sicuramente ho qualche capello bianco in più (ride, n.d.a.). Il calcio è più veloce ed è una cosa positiva, ma va allenata in settimana. Si fischia di meno e c’è più rapidità su situazioni di palla da fermo. Sono situazioni che mi piacciono. Si velocizza il gioco e questo è positivo. Per quanto riguarda i rapporti con i giocatori, mi piace parlare e discutere con loro in senso positivo, per la crescita di entrambe le parti. Parlarci ti fa rendere conto di tante cose, perché hai dei feedback diretti».
GIOCO OFFENSIVO RICHIESTO «Ogni allenatore ha il suo modo di pensare, ribadisco. Se si ottengono i risultati in un modo, non è detto che non si possano ottenere in un altro. Devo trasmettere questa ambizione anche ai ragazzi. Il termine giusto è questo: essere ambizioni. Sia singolarmente che a livello di squadra, che rimane la priorità».
RICORDO PIÙ BELLO «Ho trovato un Parma cambiato, sia in organizzazione che nelle strutture. Le persone che lavorano quotidianamente con il club hanno umanità e competenza. Ho tanti ricordi, ho vissuto i primi anni in cui sono sbocciato come giocatore».
IDEE DA FUORI «Ho parlato con la squadra in campo proprio oggi, riferendomi al DNA che ho visto l’anno scorso quando sono venuti a Pisa. Quel tipo di spirito e di cattiveria agonistica è nelle corde della squadra. La priorità è questa, poi bisogna aggiungere un mattone alla volta per migliorare di settimana in settimana. Ma la base deve essere quella, che permette di migliorare la qualità nelle proposte».
SU BERNABÉ «Ho parlato con lui stamattina. È importante e ha qualità. Ha ricoperto tanti ruoli, giocando da terzino sinistro, interno a centrocampo e play. Per me può ricoprire 1-2 ruoli e quando rientrerà sarà fondamentale, perché per questa squadra la qualità è cruciale, così come lo sarà Nicolussi Caviglia al momento del ritorno».
SULL’INTER «La sensazione è che dobbiamo lavorare. Da mercoledì ci prepareremo per essere pronti. Il Parma deve essere ambizioso ma non presuntuoso. Dobbiamo correre, lottare e lavorare insieme, sia con la palla che senza».
SU NDIAYE «Ho parlato anche con lui singolarmente. Mi sembra un ragazzo intelligente, disponibile e con voglia di migliorarsi. Può giocare terzo a sinistra o anche terzino. Sicuramente può far comodo».
CONSIGLI A ROMERO «Gli ho detto che per un attaccante è linfa vitale far gol nelle prime giornate. Ha grossi margini e arrivando da un altro campionato, ha cambiato tanto nella sua vita. Entrare così bene ed essere efficace già da subito in un campionato così difficile non è scontato. Dobbiamo metterlo nelle condizioni di sfruttare le sue caratteristiche negli ultimi 30 metri».

