Parma, alla ricerca della solidità e del clean sheet smarrito

Il Parma di mister Cuesta, nella scorsa stagione, si era distinto per una solidità difensiva inattesa. Molti dei punti racimolati erano fruttati proprio da questa caratteristica, unita a un cinismo offensivo capace di produrre poco ma concretizzare molto (22 gol utili, valsi tutti i punti, sui 28 segnati in totale, ndr).

Eppure, in questo inizio di campionato, sembra essersi smarrito proprio quel pregio che aveva rappresentato la principale certezza dei crociati. 45 punti, una salvezza tranquilla e solamente 46 reti subite: questi i numeri che avevano permesso di chiudere il campionato al 13° posto e con la 9ª miglior difesa della Serie A, a pari merito con i cugini del Bologna. Un rendimento costruito attraverso un calcio estremamente pragmatico, fatto di blocco basso, distanze corte e capacità di difendere l’area con grande ordine. Il trio Suzuki-Corvi-Rinaldi ha sfornato parate eroiche, sostenute anche da un leader difensivo solido come Circati (qui l’articolo sul suo esordio europeo) e da una formazione capace di muoversi all’unisono. Il Parma concedeva poco, accettava di rinunciare ad avere il pallone, ma era una squadra difficile da scardinare.

In questo avvio di stagione, invece, quella certezza sembra essersi incrinata. Il dato più immediato è anche quello più eloquente: nelle prime 6 gare ufficiali della stagione, i crociati hanno mantenuto la porta inviolata soltanto una volta contro una squadra di due categorie inferiori: è successo il 14 agosto nel 2-0 rifilato al Catania in Coppa Italia.
Da quel momento, i crociati hanno sempre subito almeno una rete. In campionato, sono già 6 le reti incassate in quattro giornate: 1 contro il Cagliari, 2 contro la Juventus, 1 contro il Monza e 2 nell’ultima trasferta a Como. A queste vanno aggiunte le 2 incassate in Coppa Italia contro la Cremonese, che hanno certificato il clean sheet alla prima uscita stagionale come un episodio isolato. Il bilancio complessivo parla dunque di otto gol subiti nelle prime sfide, con una sola gara senza reti al passivo.

Il confronto con la passata stagione è inevitabile. Il Parma 2025/2026 aveva incassato una media di 1,21 reti a partita; oggi, limitandosi al campionato, la media è salita a 1,5 gol subiti per gara. Non è ancora un campione statistico sufficiente per trarre conclusioni definitive, ma è un primo segnale delle difficoltà affrontate dalla squadra, orfana del portiere e del centrale titolari della scorse annate.

Al netto dei cambi tattici di mister Cuesta, la sensazione è che il Parma debba ancora trovare il punto di equilibrio tra la volontà di cambiare pelle e la necessità di non perdere ciò che aveva funzionato meglio. Perché, se la passata stagione aveva dimostrato quanto una squadra con appena 28 gol segnati potesse costruire una salvezza tranquilla grazie a una fase difensiva organizzata, questa nuova versione di Delprato e soci dovrà necessariamente trovare un modo per mantenere una certa impermeabilità.

Il campionato è ancora agli inizi e 6 reti incassati in 4 giornate non rappresentano una condanna. Ma il dato resta: dopo il clean sheet contro il Catania, il Parma ha sempre subito gol. Per una squadra che aveva fatto della porta inviolata, dell’ordine e della compattezza il proprio principale marchio di fabbrica, 4 gare senza lenzuola pulite rappresenta un campanello d’allarme che mister Cuesta dovrà affrontare già dalla sfida contro il Genoa, in programma domenica allo stadio Tardini.

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