
TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / BAR SPORT WOMEN
(Luca Tegoni) – Lalala La, Lalala La! “Chi si ferma è perduto e noi non ci fermiamo neanche stasera”: Mercadanti apre così la puntata di Bar Sport del trenta marzo ventiventisei. Dallatana stuzzica mettendo in discussione la “mise” zebrata della co-conduttrice che il “caso” l’ha così avvolta. In studio Marco Libassi, Stefano “Brio” Brianti e il tifosissimo Michele Mendi (rimarco, Pongo, il cambio di qualifica, da super tifoso a tifosissimo, insomma: zuppa e pan bagnato, nda).
Mercadanti introduce il collegamento con le giovani fanciulle tifosissime Alessandra Vettori, Ilaria Comelli e Anna Boselli per comporre la tribuna al femminile sempre presenti in Petitot. Avevamo lasciato la sventurata prima volta al Tardini del figlioletto di Ceravolo e ci troviamo con un’altra sventurata prima volta al Tardini, questa volta con la figlia di Libassi e speriamo che non lascino strascichi che le strisciate sono sempre in agguato.
E allora via. Dallatana pone il quesito se dopo la sosta la squadra avrà resettato: lo spera Brianti che attribuisce la doppia sconfitta ad una mancanza di concentrazione. Mendi ricorda la figura di Umberto Guidoni, Vice Presidente ANMIC e grande tifoso gialloblu, che tanto si è speso per i diritti dei cittadini disabili.
Dalla tribuna al femminile Alessandra si convince che il peggio è passato e il bilancio di Ilaria volge all’ottimismo nella considerazione dei tanti punti conquistati finora e della coesione che il mister Cuesta ha saputo dare alla squadra. Anna, arrabbiata, è più prudente e vuole ancora qualche punto.
E veniamo alle assenze che, almeno in parte, possono aver contribuito alle ultime due sconfitte. Senza Delprato in difesa con la Cremonese si è persa la leadership in campo e la mancanza di Bernabé ha tolto verve (?) inventiva alla squadra. “Non far giocare Nicolussi è stato un piccolo errore di Cuesta”, sostiene Mendi. Piccolo e basta?
Da casa suggeriscono un sondaggio che Mercadanti rivolge agli ospiti: “Chi si diverte a vedere le partite del Parma?”. Brianti invita a soffermarsi sul fatto che le prestazioni del del Parma sono un riflesso dello stato del calcio italiano. Sì, vuol dir poco, ma ti diverti o no? Dallatana devia il quesito alla tribuna al femminile, mentre in Ilaria vince il pragmatismo e spera in una riconferma dei giocatori, Alessandra gioca sul compromesso tra bel gioco e punti guadagnati, Anna è sintetica. Sì, ma vi divertite?
Per Brianti, il Parma di Perani è stato il più brillante e poi… arrivò l’Arrigo.
Ecco che arriva l’intervista a Gianfranco Zola in città per la presentazione del libro di Carlo Cattaneo “Rapirò Gianfranco Zola”, dove si narra la vicenda del tentato sequestro mai avvenuto di “Magic Box”. Durante il racconto di Zola, alle sue spalle, da un display, si leggono i nomi dei giocatori di un Parma che fu. Dallatana non si esime: “Lui dava del tu al pallone, per dire una banalità”. Pubblicità.






