
Pincolini a SP: «Parma ammalato, il problema è nel gruppo»
È un momento complicato per il Parma di Alberto Gilardino che dopo il tonfo casalingo contro il Torino è sprofondato al 19° posto in classifica, a pari merito con Fiorentina, Genoa e Udinese. E delle difficoltà dei crociati e della sconfitta di lunedì sera ha parlato Vincenzo Pincolini, ex preparatore atletico del Parma, intervenuto nella 2ª puntata stagionale di PARMATALK, il webshow dedicato ai tifosi crociati (clicca qui per rivedere la puntata).
Secondo Pincolini, prima di discutere di moduli e soluzioni tattiche, è necessario interrogarsi sul rendimento dei giocatori e sulla coesione dello spogliatoio: «Io quest’anno sono in grande difficoltà a dare dei giudizi sul Parma, perché non è mai stata la stessa squadra. Prima di pensare alla tattica, al 4-4-2 o al 4-3-3, alla difesa a cinque o a quattro, bisogna capire che in quel gruppo c’è qualcosa che non funziona. Basta pensare ai giocatori come Delprato e Keita, che ci avevano abituato ad avere dei rendimenti importanti: adesso si può dire che quei rendimenti siano ricordi lontani. Questo per dire che, se i giocatori di riferimento non sono più ai loro livelli, è chiaro che non si può pensare che il problema sia di allenamento. Io penso sia un problema di gruppo: quando un gruppo non è coeso, quando i giocatori non stanno bene insieme e quando si va ad allenarsi senza gioia, fare risultato è molto dura. Io vedo un Parma ammalato: in questo momento rischiamo di dare dei giudizi sui giocatori che non corrispondono al loro vero valore, li stiamo vedendo in un momento in cui sono ingiudicabili».
L’ex Parma, ora preparatore atletico della nazionale lettone, si è poi soffermato sulle difficoltà di Gilardino, chiamato a intervenire su una squadra che fa fatica a trovare continuità: «Io credo che, nel momento in cui tu, allenatore, vai al primo allenamento con la squadra, devi mettere in evidenza le cose fatte discretamente, altrimenti li ammazzi. Io penso che i grandi allenatori siano uomini di teatro, perché ci sono dei momenti in cui devi far del teatro. Hai visto anche tu una squadra disastrosa, ma non lo puoi sottolineare per più di un attimo, perché devi pensare alla partita dopo: devi far finta di avere tutto sotto controllo e di sapere dove mettere le mani». Il 72enne fidentino ha poi messo a confronto la situazione del Venezia (ultimo in classifica con 3 punti) con quella del Parma: «Pensiamo al Venezia: io considero Stroppa un ottimo allenatore. Il Venezia gioca bene, ha delle difficoltà difensive, ma quando prende palla va avanti e gioca bene. Ecco, se vai al Venezia, sai su cosa lavorare. Invece, uno che adesso prende in mano il Parma dice: Da dove comincio?».
Infine, Pincolini ha commentato le strategie di mercato del Parma e gli investimenti effettuati dalla proprietà Krause: «Credo che il Parma abbia uno scouting che guarda dove noi tifosi non guardiamo. Ad esempio, con i soldi guadagnati dalla cessione di Suzuki potevi comprarci due generazioni di portieri italiani che stanno facendo bene. Noi tifosi saremmo andati a prendere dei giocatori anche in Serie B: sai, a volte qualcuno lo vedi giocare e pensi potrebbe starci bene. Sul presidente, l’unica cosa che non possiamo dire è che non abbia sganciato la lira: ha messo un capitale che pochi presidenti mettono».
CLICCA QUI PER VEDERE LA 2ª PUNTATA DI PARMATALK ’26/’27

