Fabbian in versione Dino Baggio: a Bergamo una gara da tuttocampista

Giovanni Fabbian ha stappato la partita di Bergamo e, tra gol e assist, ha brindato alla vittoria (per 3 a 0) del Parma sull’Atalanta, festeggiando anche il ritorno sul tabellino dei marcatori, 288 giorni dopo la sua ultima marcatura in Serie A.

Per ritrovare l’ex Inter e Reggina esultare per una rete serve percorrere il tempo a ritroso fino al 18 gennaio 2026, quando il suo Bologna perse, tra le mura di casa, contro la Fiorentina, società che 72 ore più tardi lo avrebbe ingaggiato nel mercato di riparazione. Curiosamente, il centrocampista segnò l’unica rete di giornata dei felsinei con un colpo di testa, lo stesso fondamentale con cui ha sbloccato la sfida della New Balance Arena nella memorabile serata di ieri.

Ma, al di là del gol, la prestazione del classe 2003 merita di essere analizzata per la completezza della sua interpretazione (clicca qui per le pagelle). Il numero 80 crociato ha incarnato alla perfezione l’idea di mezzala box to box, capace di accompagnare costantemente la manovra offensiva senza sottrarsi alle responsabilità in fase di non possesso. Una presenza dinamica, preziosa in entrambe le metà campo e in grado di offrire a mister Gilardino (che, in conferenza post partita, ha dichiarato di avergli confessato il desiderio di averlo voluto allenare già da anni, ndr) soluzioni differenti rispetto a quelle garantite da altri interpreti. Come, ad esempio, Keita, più difensivo, o il grande assente di ieri, Bernabé, più tecnico ma meno fisico.

I numeri di Fabbian confermano la sostanza della sua prova (da tuttocampista, ndr): 74 minuti giocati fatti di circa 9 km percorsi, 12 passaggi riusciti su 14 (85% di precisione) e 1 tiro nello specchio su 1 tentato, valso il vantaggio al tramonto del primo tempo. Dati che testimoniano una partecipazione importante, ma che da soli non raccontano tutto. Il contributo offensivo di numero 80 gialloblù, infatti, non si è esaurito con il gol: sono arrivati anche l’assist per Lontani dopo l’imbucata per Touré, da cui era scaturita l’autorete di Zappacosta per il momentaneo 0-2. Un apporto determinante nella costruzione delle occasioni, che gli ha fruttato il riconoscimento di MVP della gara (conferito dalla Lega Serie A, ndr).

La sua esecuzione del ruolo, però, non si è limitata alla trequarti avversaria. Fabbian ha saputo abbinare la qualità negli ultimi metri al sacrificio difensivo, come dimostra il recupero in scivolata al 57′ su De Ketelaere, diretto pericolosamente verso la porta ducale. Un intervento emblematico della disponibilità al sacrificio e della capacità di leggere le situazioni anche lontano dall’area avversaria. Del resto, per la prima volta in questa stagione, il 23enne ha superato i 70’ giocati in campionato, riuscendo a lasciare un’impronta significativa sulla gara e divenendo un valore aggiunto, difficile da ignorare.

E proprio questa totalità ha inevitabilmente richiamato alla memoria dei tifosi di una generazione precedente un certo Dino Baggio. Un paragone che trova radici non soltanto nello stile di gioco, ma anche nella provenienza geografica: entrambi sono originari di Camposampiero, nel Veneto. Naturalmente, una singola prestazione, per quanto brillante, non può bastare per accostare l’ex Viola a una leggenda del Parma e della Nazionale. Ma è stato lo stesso centrocampista, nel giorno della sua presentazione, ad affermare che Dino Baggio «è un punto di riferimento per me ed essere dove ha giocato anche lui è una bella sensazione». Chissà che, sulle orme di uno dei giocatori più rappresentativi della storia gialloblù, Fabbian non possa scrivere in Emilia una pagina importante della propria carriera. Una pagina che fino a ieri sera era bianca: ora stato scritto un primo paragrafo.

(In copertina, Giovanni Fabbian resiste alla pressione di Éderson in Atalanta-Parma 0-3 – Foto: Alessio Morgese/IPA Sport)
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