
Cuesta: «Noi pericolosi in diversi modi». Lontani: «Qua lavoro il triplo che al Milan»
Si è appena conclusa per 2-0 a favore dei padroni di casa la partita tra Parma e Catania che, al Tardini, hanno dato vita al primo match ufficiale della stagione. Grazie alla vittoria, il Parma avanza al secondo turno di Coppa Italia.
Dalla pancia del Tardini, dopo l’allenatore ospite Emilio Longo, presenziano alla consueta conferenza post-partita il mister gialloblù Carlos Cuesta e Simone Lontani, visibilmente soddisfatto per la prestazione, avendo debuttato nel calcio dei professionisti addirittura con una doppietta.
LE DICHIARAZIONI DI CARLOS CUESTA
«Vogliamo sempre adattarci al contesto: è stata una partita dove anche siamo riusciti a creare pericoli in diversi modi, sia con palle inattive, sia con ripartenze, come siamo riusciti anche a fare il secondo gol, sia attraverso il nostro gioco posizionale. Quindi, prendiamo molti spunti positivi. Prendiamo anche spunti su cui vogliamo migliorare perché ci sono tanti momenti della partita che non sono andati nella direzione in cui noi volevamo, soprattutto quello di aggiustare la pressione, di recuperare palla, ma sappiamo che siamo dentro di un percorso di crescita che dentro di questo percorso ci sono tanti cambiamenti perché alla fine ci sono giocatori che sono entrati, altri che sono andati, le dinamiche cambiano e noi dobbiamo essere pronti per essere competitivi immediatamente e la vittoria di oggi ci aiuta. Quello che cerchiamo è avere un’identità chiara, avere una linea guida e che quella linea sia favorevole per le caratteristiche dei giocatori che abbiamo a disposizione.
Oggi El Bilal ci ha aiutato molto con la sua capacità ripartire, per la sua capacità di associarsi con i compagni e di poter creare situazioni di pericolo. Però è appena arrivato, come altri, e deve entrare dentro le nostre dinamiche. Siamo convinti che ci darà molto ma allo stesso modo, oltre a El Bilal, ci sono tanti ragazzi che si stanno inserendo dentro della nostra dinamica.
Oggi è stato non l’esordio come titolare, è stato l’esordio nel calcio professionista di due giocatori come Konaté e Lontani, c’è stato anche un terzo esordio nel calcio professionistico come quello di Diallo. Sono ragazzi che hanno tutta la voglia del mondo di aiutarci, lo stanno facendo già immediatamente, ma anche dobbiamo avere la visione e la capacità per capire che ci sono dei momenti e che dovremo avere la pazienza giusta anche dentro a questo processo senza dimenticare che sabato c’è la prima, ci sono i primi tre punti e che li vogliamo fare.
La fase offensiva sono undici giocatori che attaccano, il reparto è un’altra cosa. La nostra volontà in costruzione è un po’ diversa, anche il nostro modo di creare pericolo è diverso e ci concentriamo su creare un processo che sia il meglio possibile perché i giocatori che abbiamo a disposizione possano fare il massimo di differenza e possano aiutarci a fare gol, che è un grande obiettivo che abbiamo.
Bernabé è concentratissimo, sa il ruolo in cui deve giocare e sa che e uno dei giocatori con più esperienza e storia qua. Sa che alla fine il suo contributo non è solo per sé stesso ma anche per aiutare gli altri e renderli migliori. Vedo la sua disponibilità ad aiutare la squadra per dare il massimo possibile.
Sono convinto che possiamo giocare con la linea a quattro: l’anno scorso abbiamo vinto tante partite a 4. Lecce, Fiorentina, Pisa. Quando abbiamo cambiato nel secondo tempo qua contro il Sassuolo abbiamo giocato a 4. È una questione che va al di là dei moduli. Possiamo migliorarla? Sì. Non abbiamo recuperato la palla tanto come volevamo? Assolutamente sì ma perché non volevamo restare tanto tempo difendendo, ma va al di là dei moduli, sono cose legate a principi e letture. Attraverso la pressione dobbiamo essere dominanti.
La panchina di Keita? Ha giocato tanto e molto bene conto la Samp e si è allenato molto bene per tutta la preparazione, nelle nostre scelte non c’è il passato né la carta d’identità, c’è quello che sentiamo giusto. Siamo orgogliosi e la prestazione di Konaté è una conseguenza, che i ragazzi del settore giovanili possono stare con noi e creare un impatto positivo. Crediamo in loro, questo è il motivo per cui sono in squadra e dobbiamo aiutarli il più possibile per il loro percorso e ci aspettiamo che ci possano aiutare in quello che hanno fatto anche oggi».
LE DICHIARAZIONI DI SIMONE LONTANI
«Il mister mi chiede molto, ma io mi metto sempre a disposizione. Qui lavoro non il doppio, ma il triplo rispetto al Milan. Poi là era Primavera, qui sono in prima squadra e cambia tantissimo da un punto di vista fisico, i ritmi sono molto più intensi. Ma io posso solo lavorare più degli altri, arrivare prima ad allenamento e lavorare di più in palestra.
Predestinato? Non credo, i predestinati sono Yamal, Messi… Io non mi sento assolutamente un predestinato, sono solo un ragazzo che deve lavorare più degli altri perché essendo il più giovane ho qualcosa in meno a livello di esperienza però credo di stare facendo quello che mi ero prefissato. Sono contento ma non è ancora niente.
Ognuno fa le sue scelte e io avevo la possibilità di rinnovare con il Milan ma non mi sono precluso nessun’altra opportunità: è arrivato il Parma e ne sono stato subito contentissimo. mi dispiaceva lasciare il Milan che è la mia squadra del cuore ma bisogna fare delle scelte. Adesso credo di essere nel mio posto giusto».

