
Cuesta: «Pronti a tutti i tipi di partite». Pisacane: «Io e Carlos per cambiare il futuro»
Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Cagliari (clicca qui per le pagelle), match terminato 1-1 e che lascia invariati gli equilibri in zona salvezza.
A presentarsi davanti ai microfoni, per i crociati, il mister Carlos Cuesta e il difensore Mariano Troilo. In rappresentanza degli isolani, l?allenatore Fabio Pisacane.
Ecco le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.
CUESTA «Noi cerchiamo sempre di vincere le partite e di trovare i 3 punti. Oggi nel secondo tempo siamo riusciti a giocare più nella metà campo avversaria e alzare il baricentro. Era una partita difficile perché dovevamo essere equilibrati per rompere il loro blocco basso, allo stesso modo fare passaggi più corti per non prendere ripartenze in cui loro sono molto bravi. Loro sono una squadra molto equilibrata e compatta, abbiamo fatto tutto quello che era nel nostro cuore per prendere i tre punti, non ci siamo riusciti ma abbiamo giocato per farlo.
Abbiamo nel secondo tempo perché pensavamo fosse meglio soprattutto difensivamente giocare a 4 e non a 5. Nicolussi per Keita perché sapevamo che uno dei modi per sbloccarli era giocare dentro e loro due hanno la capacità per farlo molto bene, per questo abbiamo scelto il suo profilo.
I giocatori danno tutto, si impegnano e dobbiamo valorizzare tutto quello che stanno facendo. Io sono il primo a insistere, per continuare a crescere, il primo a dire che non basta mai ma dobbiamo apprezzare che cinque giorni fa i ragazzi hanno fatto una partita impegnativa e si sono messi subito sotto per preparare questa. Delprato è in ospedale, come capitano è il migliore esempio di questo gruppo e come lasciano sempre il cuore. Valeri ha finito coi crampi, Bernabé con una botta e di Troilo non sapevamo nemmeno della sua condizione. I nostri pensieri adesso sono con Enrico, speriamo che stia bene.
Ora quello che vogliamo è crescere e migliorare, adesso dobbiamo avere la testa per prepararci il meglio possibile per andare a Firenze a fare punti: vogliamo migliorare il livello delle nostre prestazioni, questo ci deve portare a fare punti e risultati.
Parma pro-attivo o reattivo? Mi piacciono entrambi i modi, dobbiamo essere pronti per tutti i tipi di partite: saper difendere nella nostra metà campo e sfruttare le transizioni così come saper giocare di più con la palla tra i piedi nella metà campo degli avversari. In partite che devi sbloccare contro blocchi bassi come nel secondo tempo a Lecce, con Verona e oggi vogliamo fare di più e sappiamo che c?è margine. Lavoreremo per non perdere la solidità e l?equilibrio che ci caratterizza. Dobbiamo lavorare per crescere e migliorare ma senza perdere i nostri punti di forza.
Con Pisacane non ci siamo detti niente di speciale, solo complimenti.
Ondrejka non è salito perché sentivamo che non era la scelta per la partita. Il gol di Oristanio? Sotto il mio punto di vista ha sempre fatto bene, ha avuto problemi fisici importanti che non gli hanno permesso di lavorare con la squadra. Da quando è tornato ci ha aiutato anche ad attaccare meglio e creare occasioni per gli altri, non sempre in partita si presentano situazioni per incidere come assist o gol. Sono molto contento per lui e aver fatto questo gol. Grande lavoratore, lascia tutto in campo quando si allena, dà tuto per la squadar, è umile, super professionale e speriamo possa continuare ad aiutare la squadra.».
PISACANE «Faccio i complimenti alla squadra perché non è facile venire qua e fare una partita di questa carattere contro una squadra che ha fatto 9 punti nelle ultime 3 settimane e stava molto bene. Ringrazio i 1.110 tifosi che erano qua e dico bravi ai ragazzi per averli onorati, sappiamo i sacrifici che fanno. Mi spiace non aver fatto bottino pieno ma onestamente il pari è il risultato giusto. Liteta è un ragazzo che conosco da tempo e che come tutti i giovani va protetto e gestito, ha fatto con me la primavera, è un anno che sta in Italia, che conosce il nostro calcio e lo sta facendo in grandi stadi. Ha tutto per diventare un grande calciatore ma dobbiamo andarci cauti e fare in modo che una partita non sposti gli equilibri anche in senso positivo. Folorunsho non è nuovo a questi tipi di gol, io l?ho baciato prima di entrare e lui mi ha ripagato con questa magia.
Potevo fare qualcosa di diverso al momento dei cambi ma sono analisi che fate voi, stasera fatico a trovare il pelo nell?uovo. Non siamo alla ricerca di alibi ma di soluzioni. Mi piace pensare che quando quando questa squadra ritroverà quei 7-8 potenziali titolari questi giovani potranno fare ancora meglio e noi fare qualcosa di più bello. Sicuramente la squadra ha gettato il cuore oltre l?ostacolo, sia in termini fisici che di palleggio. La metodologia è quella: oggi c?era un giocatore in mezzo al campo che conosce a menadito tutte le mie richieste e che ha fatto giocare meglio anche i suoi compagni facendo uscire. Sono rimasto stupito non dalla qualità ma dalla personalità della gara.
Il cambio tattico l?avevamo già annusato all?intervallo e siamo passati anche noi a 4-3-3, con Esposito sulla mezz?ala del Parma che era Bernabé, però spesso diventava un punto medio e il Parma si disponeva quasi 4-2-3-1. Ci siamo abbassati inconsciamente troppo ma abbiamo perso lucidità e rimasti bassi, ma non mi sento di rimproverare i ragazzi. Faccio i complimenti a Carlos: come me sappiamo di avere il mirino puntato addosso, ma è anche il bello di quello che facciamo. Siamo giovani e rappresentiamo questa generazione, abbiamo grandi responsabilità anche per cambiare il futuro e fare grandi cose. Per questo mi sento di dirvi quello che ho detto a lui: dobbiamo sentirci fieri di quello che stiamo facendo, nel calcio si dimentica presto quello che abbiamo fatto oggi ed è importante quello che facciamo domani.».
TROILO «Ho avuto i crampi, nulla di che ma io volevo continuare a giocare e aiutare la squadra. Abbiamo ottenuto un buon punto, ma volevamo vincere, comunque è stato meglio non perdere. Credo che sono cose che possono capitare, stiamo crescendo come squadra, che è la parte più importante. Sappiamo che oggi era una partita molto difficile ma l?abbiamo giocata bene. Sappiamo che la partita poteva andare così perché loro avevano due attaccanti e noi avevamo la superiorità dietro, a me piace giocare così. Prima di Napoli ho giocato molto poco, dopo molto ma non è cambiato niente di particolare, c?è sotto solo molto lavoro. Sapevo che ero arrivato in una squadra molto competitiva e che era difficile giocare ma adesso mi sento molto più forte rispetto all?inizio. Credo che la squadra sia molto unita, abbiamo un gruppo di persone molto affiatate e l?esultanza dopo il mio gol col Milan lo conferma. Parlo molto con Ordóñez, con il Toro (Lautaro, ndr), con Nahuel (Estévez, ndr) e passo molto tempo con loro».
