
Il Parma e il tabù Sinigaglia: 120 giorni dopo si torna a Como
Dopo l’emozione del debutto vittorioso in Champions, il Como si rituffa in campionato ospitando un Parma bisognoso di punti.
I lariani, dopo il pareggio a Udine, hanno battuto Napoli e Genoa, e ora cercano il tris che consentirebbe loro di rimanere nella parte alta della classifica. Il Parma, invece, ha ottenuto solo un pareggio con il Monza domenica scorsa mettendosi alle spalle le sconfitte con Cagliari e Juventus, ma è in cerca di altri punti per muovere ulteriormente la classifica.
La trasferta in riva al Lario, tuttavia, è forse la peggiore occasione per sperare di fare bottino pieno. Anzitutto, perché la formazione di Fabregas - imbattuta da 9 gare consecutive (7 vittorie, 2 pareggi), l’ultimo risale al 21 aprile: 3-2 in casa dell’Inter (semifinale di Coppa Italia) - è quella che, dopo Roma (56) e Inter (51), crea più occasioni da gol e con 48 chance è, al momento, la terza della Serie A 2026/’27. E, poi, perché lo stadio Sinigaglia è ormai un tabù storico per i ducali: lì, l’ultima vittoria del Parma risale addirittura al 30 agosto 1987, era Coppa Italia e finì con il risultato 1-2 grazie alle reti di Impallomeni e Pasa per i ducali (che vanificarono il provvisorio pareggio di Maccoppi). Un’era geologica fa.
La partita di lunedì, inoltre, segnerà , a distanza di 120 giorni, il ritorno tra le mura amiche del Como, che non disputa una gara casalinga tra Serie A e Coppa Italia dal 17 maggio scorso, proprio contro il Parma (1-0).
Il Parma, invece, proverà a ritrovare un gol in trasferta che, al fischio d’inizio della sfida di domani, mancherà da 149 giorni e 309’ giocati: l’ultimo esultanza resta quella di Elphege al 51’ di Udinese-Parma 0-1 del 18 aprile scorso, in Serie A. Per riuscire nell’impresa i ragazzi di mister Cuesta dovranno anche fare in modo di scrollarsi di dosso l’etichetta di squadra della Serie A 2026/’27 che effettua meno tiri (22) verso la porta avversaria. Una conditio sine qua non a dir poco indispensabile.
