Gilardino: «Primi 35’ allucinanti». Abate: «Spinto sull’acceleratore»

Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini le parole dei due tecnici, Alberto Gilardino e Ignazio Abate, al termine di Parma-Torino (clicca qui per le pagelle), match terminato 0-3 e valevole per la 7ª giornata della Serie A 2026/2027.

LE DICHIARAZIONI DI ALBERTO GILARDINO (PARMA)

35’ DI VUOTO «Sono molto dispiaciuto. La prima mezz’ora è stata troppo brutta per essere vera e sempre in ritardo sulle pressioni, sempre distanti sulle seconde palle, a tratti lunghi; eppure, ci siamo difesi anche sui gol con tanti giocatori nell’area di rigore… Abbiamo prestato poca attenzione sui piccoli dettagli e mi assumo totalmente la responsabilità dei primi 35′, che son stati allucinanti. C’è stata poi una reazione d’inerzia della squadra a inizio ripresa. La squadra ha reagito in modo corretto anche grazie a chi è entrato. Dopo una sconfitta così pesante i dati non contano tanto, ma abbiamo calciato 25 volte: 9 o 1o nello specchio. Dobbiamo assolutamente lavorare, migliorare e fare di più perché i primi 35′ sono stati veramente brutti».

DIFENSORI FUORI POSIZIONE «Analizzo la fase difensiva e ho i due ragazzi dietro che comunque sono rientrati da poco: Ndiaye da un piccolo infortunio e Dominik (Drobnič, ndr) è un ragazzo di prospettiva. Un allenatore guarda dentro gli allenamenti: so benissimo che Enrico (Delprato, ndr) da braccetto di sinistra può andare in difficoltà, ma valuto anche l’esperienza e tutto ma Drobnič mi è piaciuto. Giovanni (Fabbian, ndr) l’ho cambiato, perché avevo bisogno di un giocatore con altre caratteristiche: i cambi si fanno per cercare qualcosa di diverso».

DA DOVE RIPARTIRE «Sicuramente ripartiremo dalla testa: come ho detto, abbiamo una squadra prevalentemente giovane e i primi due gol li abbiamo concessi in maniera troppo semplice, abbiamo accusato il colpo a livello psicologico. Se guardo la fotografia della partita, non posso vedere solo nero: allora guardi i numeri che ho detto. All’interno di una sconfitta così pesante devo cercare assolutamente qualcosa di positivo. La squadra ha bisogno di me, che l’ambiente rimanga unito: i ragazzi hanno bisogno di questo. Anche oggi con gli errori e le imperfezioni - di cui, ribadisco, mi assumo le responsabilità –, hanno dato tutto».

EL BILA NON VA «Elbi (Touré, ndr) credo che a San Siro abbia fatto molto bene. Stasera, seppur con qualche imperfezione in più, è rimasto dentro la partita. Gioca per la squadra, corre tantissimo e a volte arriva poco lucido davanti. È un giocatore con caratteristiche completamente diverse da quelli che ho davanti: Romero ha caratteristiche diverse, Elphege non ce l’ho, Simone (Lontani, ndr) è più uno che sa svariare sula trequarti: per me ElBi è un giocatore importante per questa squadra. Deve continuare a lavorare e sbloccarsi facendo un gol».

POCO ATTIVI «Ho premesso che le responsabilità sono mie: la prima mezz’ora è stata per certi versi è stata allucinante. Sembravamo poco attivi mentlamente e poco dentro la partita. Questo è il rammarico più grande. Non è che la squadra non ha voluto, anzi: però, quando prendi gol come l’abbiamo preso, è difficile stare in campo. Il secondo tempo è stato un arrembaggio: però, non dobbiamo far sì che arrivi questo da situazioni negative e da uno svantaggio. È determinante che arrivi dalla cura dei dettagli e dal lavoro».

SORPRESE IN NEGATIVO «Un aspetto un po’ mentale, ma anche tecnico-tattico: nel senso che abbiamo alzato i riferimenti nella metà campo avversaria e loro sono andati in difficoltà. Nel primo tempo sono stati bravi anche in costruzione quando loro ci allargavano i difensori. Ma la percezione dalla panchina è che eravamo troppo lenti di pensiero, poco attivi nella gara. E questo è colpa mia. I ragazzi, però, hanno dato tutto: sono usciti amareggiati dal campo. Capisco la gente, so quanto ci tenga, ma posso solo dire che è importante per i ragazzi che stiamo tutti uniti».


LE DICHIARAZIONI DI IGNAZIO ABATE (TORINO)

VITTORIA PER LA SVOLTA «A voi piace parlare di svolte, di partite cruciali. Ma noi abbiamo cominciato un percorso e la strada è lunga e tortuosa. Ci vuole del tempo per portare nuove idee, ci vuole tempo per creare legami e questo è l’aspetto che mi porto via oggi. Mi porto via lo spirito di questo grande gruppo».

LA RIVINCITA DI ABATE? «Per i personalismi non c’è spazio. Sono veramente felice per i miei ragazzi. Gli metto tutti i giorni davanti che lo stemma viene prima di tutto. Lavorano tutti i giorni con tanta dedizione e tanta umiltà. Dobbiamo lavorare tanto e spingere tutti i giorni, questo è l’aspetto su cui batto di più».

DENTRO LA PARTITA «Abbiamo fatto una mezz’ora di alto livello; poi, ci siamo abbassati un po’ troppo, ma senza rischiare granché. Abbiamo sofferto i primi 25′ del secondo tempo: il Parma ha spinto veramente forte, ma siamo sempre rimasti in piedi e siamo stati premiati per non aver preso gol».

TUTTO TROPPO SEMPLICE «Secondo me nel calcio di semplice non c’è  niente. Sapevamo che il Parma voleva partir forte e mi è piaciuta la mentalità della squadra di spingere sull’acceleratore. Poi, piano piano, il Parma è venuto fuori. Se avessimo preso gol, nel secondo tempo avremmo visto un’ultima mezz’ora diversa, ma siamo stati bravi a non prenderlo».

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