La crisi del calcio italiano, tutti in coro: «Via Gravina»

L’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia, maturata ieri sera con un 4-1 (ai rigori) che ha sancito l’uscita anticipata dai Mondiali, ha aperto una crisi profonda ai vertici del calcio italiano. L’ennesima. Nel mirino c’è il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al centro di una pressione crescente affinché lasci l’incarico.

Diversi dirigenti di Serie A, tra cui il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis, hanno definito l’attuale ciclo federale “un percorso che non ha prodotto i risultati attesi. Il calcio è in crisi, serve Malagò” alla guida della Figc
.“La programmazione è mancata. Non si può pensare di competere a livello europeo senza un progetto chiaro sui giovani”, l’opinione diffusa di molti addetti ai lavori. “Non è solo una sconfitta: è il segnale che il sistema non funziona più”.

Dal fronte politico, il ministro dello Sport Andrea Abodi non ha usato mezzi termini: Il calcio italiano va rifondato a partire dai vertici della Figc. : “Chi parla di commissariamento della Figc, Abodi replica: Parlando con il presidente del Coni Buonfiglio ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti. Quando per tre edizioni non vai ai mondiali è una sconfitta. Oggi non è un giorno normale. Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più da istituzioni, aggiunge il ministro.

“Ho un profondo rispetto dei ruoli e dell’autonomia - continua Abodi - e quindi ho sempre detto che mi sarei tenuto a ciò che è nelle mie disponibilità, ma come è successo già in passato, se un sistema sportivo o quello complessivo o una singola federazione, non ha la capacità di fare un profondo esame di coscienza e un’assunzione di responsabilità che parte inevitabilmente dal vertice, poi mi trovo costretto, anche insieme al Parlamento, a prendere le decisioni che vorrei lasciare esclusivamente a loro, ma mi sembra che i primi segnali non vado in quella direzione”.

Il presidente Gravina ha resistito ai fallimenti sportivi del 2022 e 2024, ma è stato rieletto un anno fa con il 98,7% dei consensi. Ma il suo consenso in Figc oggi è decisamente in forte calo, tan t’è che secondo quanto rivelato dal quotidiano La Repubblica, molti club di Serie A (compreso il Parma?) stanno spingendo per l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò. Il toto nomi è già partito…

 

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