
Como, Fabregas: «Il Parma vedrà se saremo stanchi. E su Diego Carlos…»
Archiviata la pratica europea, il Como torna a pensare alla Serie A. Al Sinigaglia arriva il Parma per il posticipo della 4ª giornata, in programma domani alle 18:30. Alla vigilia della sfida, il tecnico Cesc Fabregas ha parlato in presenza dei giornalisti locali circa il momento dei lariani, dell’avversario e di una vecchia conoscenza.
Il tecnico spagnolo in apertura di conferenza ha parlato del Parma: «Il Parma ha giocatori di buon livello e l’allenatore è qui da un anno, sa preparare bene le partite. Verranno qui per provare a fare una bella gara, vedranno se siamo stanchi o meno. O almeno, io lo farei. Domani dobbiamo essere una squadra con grandissima energia».
Fabregas ha poi fatto il punto sulle condizioni della squadra e sulle possibili rotazioni: «Sono tutti disponibili, tutti possono giocare (ride). Anche io mi devo fidare dei dati fisici, del dottore cosa mi dice. Facciamo le classiche analisi che si fanno oggigiorno, sono indicatori che ti fanno sapere se un giocatore è più stanco di un altro. Io devo essere bravo a fidarmi, ci sono tante cose da sentire e ascoltare. Mancano 24 ore e per me è tanto: non lo dico tanto per dire ma ci sono 4-5 giocatori che sono andati molto bene ma ho alcuni interrogativi e potrebbe anche essere che giochino, vediamo domani. Dopo la sosta avete visto che calendario abbiamo, impossibile giocare ogni tre giorni. La squadra in questo momento però sta bene».
Tra gli argomenti affrontati dall’allenatore dei lariani, vi è anche il ritorno al Sinigaglia di Diego Carlos, oggi al Parma ma in estate era stato molto vicino al ritorno a Como: «Io con Diego ho parlato tutta l’estate, abbiamo un grandissimo rapporto. È vero, era sempre dentro la nostra testa, abbiamo avuto una bellissima conversazione quando non si è fatta. Ma la cosa più importante è la stima che c’è, fa piacere. Un grandissimo ragazzo, ha fatto parte della famiglia. Alla fine non è successo per qualche piccolo dettaglio ma lo ringrazieremo sempre, in un momento Kempf era infortunato e Ramon non aveva mai giocato così tanto, lui ha spinto. Vogliamo ringraziarlo».
