
Cuesta: «Felice per la città e i tifosi». Delprato: «Il gruppo più unito di sempre»
Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Pisa (clicca qui per le pagelle), match terminato 1-0.
A presentarsi davanti ai microfoni, per i crociati, mister Carlos Cuesta e il capitano Enrico Delprato . In rappresentanza dei toscani, l’allenatore Oscar Hiljemark e il centrocampista, nativo di Scandiano ed ex giovanili del Parma, Gabriele Piccinini.
Ecco le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.
CUESTA «Salvo? Adesso sì (ride, ndr). Sono felice per la città, per i tifosi. Tutti meritano di avere il Parma in Serie A. Non è scontato per il terzo anno consecutivo, dopo le tante difficoltà del passato. è stata un’annata difficile, ma è nello spirito di questo club. Sono contento perché abbiamo vissuto momenti difficili qui al Tardini con partite e sconfitte pesanti, ma oggi siamo arrivati al traguardo insieme in una giornata bella per tutti. Merito di tutti quelli che lavorano per il club: dipendenti, giardinieri, staff, dirigenti, calciatori che si sono messi a disposizione dal primo giorno. Hanno fatto del loro massimo per raggiungere l’obiettivo. Adesso dobbiamo continuare a crescere. Il primo obiettivo è raggiunto, ma ora abbiamo 4 partite che ci consentiranno di crescere di più, per rappresentare il Parma al meglio possibile. Venerdì faremo allenamento a porte aperte, vogliamo sentire il calore delle persone in vista della sfida di Milano.
Futuro? Non mi aspetto niente, sono nel presente. Non mi piace parlare molto di me: è un giorno per tuta la città, per tutto il club. Se devo fare un’analisi, mi sono sempre sentito privilegiato e onorato. Qua è stata la prima volta che ho fatto una conferenza stampa, che ho iniziato il mio percorso come allenatore a 29 anni. L’ultima volta come primo allenatore ne avevo 22 all’U13 dell’Atletico Madrid. Grazie al presidente, a Pettinà e a Cherubini ero convinto di fare bene. Altrimenti non sarei stato qua. Ho sentito la responsabilità di dover ripagare la fiducia. Ho approcciato con umiltà, provando a imparare il massimo possibile. Non avevamo lavorato con nessuna paersona dello staff e della squadra, non conoscevo le dinamiche, ma conoscevo il passato: alcuni allenatori di alto livello non erano riusciti a raggiungere i traguardi. Io mi sono messo a disposizione, ho provato a guadagnare credibilità. Sicuramente potevano pensare che fossi un filosofo: mi sono messo a disposizione della squadra per creare una linea guida, creare continuità, provare a crescere e migliorare il massimo possibile. Guardando indietro farei cose diverse, ho fatto mille errori, ma ho fatto tutto con onestà.
Ho avuto momenti di dubbi, di difficoltà, di paura: ma fa parte della vita, è umano.
Quello che mi rende orgoglioso è lavorare ogni giorno con persone di questo genere. La salvezza è stata una cosa di tutti. Io ho solo provato a mettere il mio contributo e basta. Non la sento mia. Ha fatto la differenza pensare al collettivo e vedere il tutto come una cosa sola: un modo di giocare e andare sulla stessa direzione, mettendo il noi davanti all’io. Questa cosa ha creato un’energia molto bella dentro il gruppo. Gli errori? Ne farò anche in futuro, tutti siamo umani e quello che provo a fare sempre è guardare indietro per non ripetere gli stessi errori. Non è per lo stile di gioco, è per tutto: il lavoro dell’allenatore è fare meglio degli altri, ma prima di tutto devi rendere migliore te stesso. So che l’unico modo di crescere è arrivare ai traguardi, avere questa mentalità e spero in questo di non cambiare mai.
Il campionato italiano è stato difficilissimo. Un grande master. Adesso mancano 4 partite per fare più punti possibili e per rappresentare Parma al meglio.
Il finale in attacco? Se consideriamo l’ultima partita vinta qua con il Verona avevamo finito 4-3-3 con tutto l’arsenale offensivo. Oggi abbiamo fatto le scelte giuste: sapevamo che Pontus ci poteva dare aiuto in profondità, Strefezza e Bernabé erano stanchi… Avevamo scelto di giocare con due punti per giocare più fuori e fare cross. È sempre tutto in funzione del risultato.
La nostra mentalità giornaliera è tenere questo standard alto ogni giorno. Per essere competitivi a ogni livello. Andremo a Milano con la mentalità di fare una grande prestazione».
HILJEMARK «C’erano occasioni per fare gol e questo ha indirizzato la partita. All’80’ noi doveva vincere la partita e abbiamo provato a renderci il più offensivi possibili con i cambi. Un minuto dopo loro hanno fatto gol.
In questo momento non c’erano tante parole da dire, le occasioni create oggi erano grandissime. Il gol subito è una situazione molto strano: non si può prendere un gol in questa situazione qua. Sicuramente è un film che abbiamo già visto.
Domanda per il futuro. Le partita è finita 45’ fa, non ne abbiamo parlato. Noi abbiamo provato a mettere giocatori offensivi per l’uno contro uno. Per settimana prossima dipenderà dal risultato di questa sera e dai discorsi che si faranno in società.
Mi dispiace e sono anche un po’ frustrato. Il calcio è uno sport dove giocano tante cose differenti: è uno sporto molto duro. In questo momento questa squadra soffre tanto per gli errori che ha fatto e per i risultati che non sono arrivato. Io sono sicuro che se tu sei in un flow in cui fai bene fai 4 o 5 gol. Ma questa situazione dà una sensazione di frustrazione.
Non ho parlato di cose per il futuro, il ds è arrivato e ha parlato con tante persone per capire il momento. Noi siamo stati molto attenti verso la partita. La prossima settimana sicuramente parlerò di più per capire in che modo andare avanti».
DELPRATO «Fin dall’inizio volevamo ottenere la salvezza con più tranquillità rispetto all’anno scorso. Lo abbiamo fatto adesso con 4 partite di anticipo. La salvezza non è mai stata messa in discussione. Ci sono stati momenti di difficoltà, che forse sono stati descritti in maniera più grave di quello che in realtà erano. Il merito di questa salvezza è dei ragazzi. Da 5 anni questo è lo spogliatoio più unito con il quale sono stato. C’è stata una bella unione anche con il mister e con lo staff. Tutte le persone ci hanno dato una grossa mano. Fare una salvezza così davanti ai tifosi è una bellissima nota positiva.
Rinnovo? Sono il capitano, mi trovo benissimo, avrò modo di parlare con la società e vedremo cosa vorranno fare anche loro. Rispetto all’anno scorso abbiamo perso tanti elementi forti, di qualità, che sono andati tutti a migliorare il loro standard in squadre abituate a vincere o a fare campionati di alto livello. Il valore qualitativo di questi ragazzi non si discute. Quest’anno non giocando benissimo, siamo riusciti a strappare punti importanti con sacrificio: la fase difensiva parte dagli attaccanti. Tutti sapevano qual era il proprio ruolo e hanno dato il massimo.
Elphege? Sapevamo che aveva abilità palla al piede, nonostante la sua struttura. Mateo stava facendo tante partite e aveva anche bisogno di rifiatare. Non ti nascondo che 2 gol e 1 assist nelle ultime tre partite siano numeri inaspettati. Si capisce che è un ragazzo sveglio, ci ha dato una grossa mano.
Le critiche della stampa nazionale? Cerchiamo di leggere il meno possibile. Andavamo in campo per portare a casa i punti e per migliorare le nostre pecche. Poi vedevamo che risultati arrivavano… Bisognava lavorare sulle caratteristiche dei calciatori. All’inizio avevamo tanti centrocampisti da corsa, poi sono arrivati Strefezza e Hans (Nicolussi Caviglia, ndr).
Bisogna cercare la giusta unione perché i ragazzi giovani migliorano quando c’è una base. L’età aiuta a far sì che il ragazzo si esprima al meglio. Sulla vecchia guardia, io dico un nome, Nahuel (Estévez, ndr), che sappiamo il contratto che ha… Ci ha sempre dato una mano. Devono essere premiati. Le difficoltà che ci sono state sono state superate grazie alla crescita del gruppo, che è passata anche da questi giocatori più esperti».
PICCININI «Non la stiamo vivendo bene, però una spiegazione non te la so dare del perché ci troviamo a questo punto. Anche oggi per 70-75 minuti abbiamo fatto la partita che dovevamo fare: siamo stati ben compatti, abbiamo creato le nostre occasioni e abbiamo rischiato poco e niente. Sembra il film di un campionato: al primo tiro in porta ti fanno gol. Semplicemente è un’annata così. Quattro occasioni nitide, non facciamo gol e giustamente veniamo puniti.
Il momento è quello che è, ma noi dobbiamo pensare al campo. Noi onoreremo orgogliosamente e dignitosamente la maglia. Ovviamente, per i tifosi che ci hanno sempre applaudito: c’è solo da fargli una statua. Un anno fa mancava una settimana alla promozione e mi viene ancora da emozionarmi. Buttare via così tutto quello che avevamo costruito mi dispiace.
Del mio futuro non me ne frega niente. Mi spiace per il gruppo di ragazzi. Pensando a come ho iniziato la mia carriera, sembra veramente ieri quando calcavo i campi della Serie D, il tempo vola. Ritrovarmi in Serie A è stata un’emozione, il sogno di tutti. Lo scorso anno dissi che volevo essere d’esempio per tutti i ragazzi che alle
