
Romero pistolero del Parma: tanti tiri in pochi minuti
Un tiro ogni 15 minuti: il rapporto tra minuti giocati e conclusioni nello specchio è uno dei motivi per cui David Romero rappresenta il pericolo maggiore per le avversarie del Parma.
Gli emiliani sono tornati da Como con una sconfitta, ma anche con una risposta importante sul nuovo centravanti. Entrato dalla panchina, come già era accaduto contro la Juventus, l’argentino ha lasciato il segno: prima il palo colpito in spaccata su cross di Valeri; poi, in pieno recupero, il destro che ha illuso di riaprire la partita sull’assist di Almqvist. È stato il primo centro italiano de El Rulo, ma soprattutto un importante segnale lanciato da un attaccante che, quando viene chiamato in causa a gara in corso, sembra riuscire a entrare immediatamente nel vivo.
Non è un caso che, finora, le sue prestazioni migliori siano arrivate proprio da subentrato. Contro la Juventus aveva avuto 28 minuti per mettersi in mostra, sfiorando il gol e rendendosi subito pericoloso in 3 occasioni; a Como, in poco più di mezz’ora, ha colpito un legno e, poi, ha trovato la rete. Nel frattempo, però, il dato che fotografa meglio il suo approccio è quello delle conclusioni: su 36 tiri in porta totali della squadra, 6 portano la sua firma. Un numero che racconta di un centravanti che, appena viene servito, non esita a cercare la porta.
Quando, invece, Romero è partito dall’inizio, il rendimento è stato meno appariscente. Ma sarebbe scorretto attribuire una percentuale delle sconfitte all’ex Tigre. Contro il Monza, così come nella gara di Coppa Italia con la Cremonese, l’argentino ha dovuto spesso fare i conti con una squadra che faticava a rifornirlo, ottenendo pochi palloni realmente giocabili negli ultimi metri. Eppure, non ha mai smesso di dare il suo apporto: si è mosso, ha combattuto con i difensori, ha cercato di aprire spazi per i compagni e si è messo al servizio della squadra. Anche quando la palla dalle sue parti arrivava con il contagocce.
Considerando che, in 109 minuti totali ha contribuito con quasi il 17% delle conclusioni nello specchio della squadra, viene logico pensare che il Parma dovrà sfruttare questo aspetto. Perché Romero ha già dimostrato di avere quella concretezza che a una punta viene richiesta. Il suo predecessore, Mateo Pellegrino, ha lasciato gol e soprattutto un riferimento offensivo difficile da sostituire. Romero non dovrà semplicemente segnare: dovrà riuscire, con il tempo, a far dimenticare il connazionale ceduto alla Fiorentina e il modo migliore per iniziare a farlo era proprio aspettare l’occasione e sfruttarla.
Dopo aver alternato titolarità e partite da subentrato, il gol del Sinigaglia potrebbe cambiare le gerarchie. La sfida contro il Genoa di mister De Rossi, in programma al Tardini domenica, potrebbe essere l’occasione per capire se Romero sarà pronto a caricarsi il peso offensivo dei crociati sulle spalle, in un momento in cui una scossa è d’obbligo. La necessità di trasformare le occasioni in punti è di urgenza inderogabile e Romero sembra essersi candidato nel migliore dei modi per assolvere il compito.
Il primo centro italiano ha tolto il peso dello zero dalla casella dei gol segnati, ma adesso serve continuità, nella speranza di diventare il risolutore del Parma. Mister Cuesta vuole risolvere i problemi offensivi: el Rulo, dopo essersi sbloccato a Como, vuole essere la soluzione.
