
NEW TARDINI STORY / QUELLE INTERLOCUZIONI SUL “NAMING RIGHTS”
(Gmajo) – Con buona pace degli affidabili altoparlanti, che ognuna delle (sempre più rare) volte in cui Kyle Krause vola in Italia, tra i motivi della sua venuta, inseriscono il tema caldo dello stadio, come se si sbloccasse per incanto, una situazione in stallo dall’ormai famoso 20 maggio 2024, non mi risulta che ci siano stati sviluppi in questo senso, ma col clima di omertà che c’è al riguardo – l’argomento è tabù per tutti, fonti pubbliche incluse, benché dalle istituzioni sarebbe lecito attendersi risposte agli organi di stampa se non trasparenti almeno più professionali – non mi sento di mettere la mano sul fuoco, poiché a furia di reiterate e copia-incollate agende (al lupo, al lupo…), per la legge dei grandi numeri (la stessa per la quale la Cremonese, in caduta libera, proprio col Parma è tornata alla vittoria dopo un’eternità…) prima o poi accadrà che qualcosa, effettivamente succeda, per lo meno a livello di quelle interlocuzioni, che qualcuno ritiene, come ai tempi di Martines, essere sempre cordiali, costruttive e positive.
Peccato, però, che nel frattempo il tedoforo Cherubini abbia passato la fiaccola ai (suoi) colleghi ed amici di Krause Group Real Estate e l’assessore Bosi, in un post meno cordiale, costruttivo e positivo del solito, abbia chiesto, inascoltato, chiarezza al club, stanco, probabilmente, del continuo cambio di interlocutori. Argomenti dimenticati da chi, il 20 marzo 2026, appuntava sul proprio giornale: “Per quanto riguarda il progetto dello stadio Tardini, il restyling resta una priorità per il Parma. Il presidente Kyle Krause sta portando avanti con grande impegno il lavoro insieme al suo staff per arrivare alla presentazione del progetto definitivo (quello, per la cronaca, era già stato presentato, ma poi ritirato ad aprile 2025, con la PEC di Cherubini che comunicava la volontà di switchare da mono-cantiere a stralci, nda), confermando una visione chiara e concreta sul futuro del club. In Municipio si attende la consegna degli elaborati (appunto la variante di progetto, nda) per fare il punto sull’iter, ma il dialogo con le istituzioni prosegue in modo costruttivo e positivo, in un clima di collaborazione che punta a valorizzare il Tardini e a dotare la città di un impianto moderno e all’altezza delle ambizioni condivise”.
I colleghi che enfatizzano le calate in Italia di Krause, dettagliandone la (presunta) agenda, non sono poi altrettanto prodighi di particolari quando si tratta di rendicontare gli effettivi movimenti del tycoon. Quel famoso 20 maggio 2024 (ovviamente preannunciato) mica ci vennero poi a dire come andò a finire, ossia con Guerra e Bosi gelati dalla inaspettata doccia fredda del rinvio sine die della conclusione del tormentato progetto definitivo del New Tardini, per subentrati ripensamenti soprattutto circa l’aspetto economico-finanziario dell’operazione, che si pensava potesse esser messa a terra (come da proclami) contestualmente alla promozione in serie A dei Crociati.
Io non so se in gran segreto Guerra e Bosi abbiano ricevuto Krause – non essendo un cronista di cui fidarsi regalandogli qualche notizia riservata, ma così, almeno,evito di ingurgitare polpette avvelenate, come accaduto ad altri attorno a natale – però, sia pure non preannunciata, ho appreso, dapprima da altre fonti e poi direttamente dallo stesso presidente che lo ha postato sui social di una sua visita (durante il soggiorno terminato martedì 24 quando il suo aereo privato è decollato dal Verdi) alla Dallara: “È stato fantastico trascorrere del tempo con “L’Ingegnere”, Giampaolo Dallara, e il team di @DallaraGroup. Commettere errori all’inizio, condividerli apertamente, trasformarli in performance”, su X, con emoticon della bandiera tricolore italiana (KK, notoriamente, gode le flag).



