IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / I BOLLITI SON MEGLIO DA ARNALDO (A RUBIERA)

(Riccardo Schiroli) – Senti, Cuesta: quello che ho visto sabato è inaccettabile. E i fischi sono tutti meritati. Adesso che te l’ho detto, mi sento più leggero. E sappi che non ha speso parole in tua difesa nemmeno Luto. Questo penso che ti colpirà duro. Il primo tempo di Parma-Cremonese è probabilmente la più brutta partita di calcio che ho visto in vita mia. E in curriculum ho campionato di Serie B e C di fine anni 70 e primi anni 80 ai limiti della tragedia (sportiva).

Per 45 minuti, sabato si sarebbe potuto tranquillamente giocare senza portieri e il livello tecnico sul terreno di gioco avrebbe fatto invidia alla Serie D. Lo stesso arbitro Fabbri ha pensato che il recupero non fosse necessario.

Dopo neanche 10 minuti del secondo tempo, il buon Youssef Maleh da Castel San Pietro Terme (cresciuto nel Cesena e in prestito dal Lecce, ma Nazionale del Marocco, dopo 5 presenze con l’Under 21 italiana), uno dei pochi ad aver mostrato di avere un’idea, ha azzeccato un tiro di controbalzo che in altri tempi si sarebbe chiamato “il tiro della domenica”. Ma visto che si giocava di sabato, sospendo il giudizio. Fatto sta che è partito un missile terra-aria sul quale Saion [Suzuki] non aveva speranza di arrivare.

Dopo altri 10 minuti, Jamie Vardy, un quasi ex calciatore classe 1987 e che era appena entrato, ha pescato Van de Putte, un belga che ha giocato più in Italia (Viterbese, Vicenza e Catanzaro, prima di approdare alla Cremonese) che in Belgio (27 presenze in carriera tra Gent e Roeselare), con un’autostrada davanti. Qui Saion è uscito in ritardo e il numero 27 della Cremonese lo ha seccato.

Sia detto per la cronaca, sia Maleh che Van de Putte erano al primo gol stagionale.

Mancavano ancora 20 minuti abbondanti. Ma il Parma l’unica palla gol l’ha costruito al minuto 83. Con Nicolussi-Caviglia. Entrato dalla panchina, almeno ha dimostrato di avere una rivoluzionaria abitudine: andare verso la porta degli altri. Si tratta di una qualità che nel resto dei giocatori del Parma pare essersi sopita.

Proprio questo, caro Cuesta, mi pare essere il problema. Siamo alla giornata 30 di campionato e la tua squadra non sembra aver assimilato un singolo concetto di gioco e pare concentrarsi solo sul rompere le scatole al portiere sui corner o ritornare la palla all’altro portiere (il proprio). E non va bene, cavolo, i miei 38 euro pro quota per il posto 73, fila 25, della tribuna centrale est gridano vendetta. Con 2 partite, ci pago il carrello dei bolliti da Arnaldo a Rubiera. Alla mia salute una partita del Parma e una cena di bolliti fanno male uguale, ma almeno mi diverto. A mangiare i bolliti, dico.

Il Parma di sabato 21 marzo ha fin distratto la Curva Nord Matteo Bagnaresi dalla sua tenera battaglia contro non si sa chi. Non voglio entrare nel merito degli striscioni apparsi a un certo punto e che inneggiavano a “prezzi popolari”, stadio “a dimensione di tifoso” (chissà cosa vuol dire), “no alle seconde squadre”. Ma voglio solo sottolineare che si tratta di qualcosa di veramente inutile. Le elezioni per la presidenza FIGC non sono a suffragio universale. L’eventuale consenso raccolto in uno stadio serve esattamente a niente. Votano le società, mica i tifosi. E non a caso, chi aveva più consenso “popolare” (tipo Demetrio Albertini) non è mai stato eletto. Il (pessimo) Gravina, che apparentemente tutti avversano, è stato appena rieletto con percentuali che una volta si chiamavano “bulgare”, ma che presto potrebbero essere definite “da calcio italiano”.

Adesso che ci penso, ci sarebbe anche un po’ da entrare nel merito. Perché tra quelli che inneggiano a un calcio “dal volto umano” ce ne sono tanti che contestano il Parma perché spende poco sul mercato. Quindi, lasciatemi capire: volete pagare poco i biglietti, avere lo stadio nuovo e un presidente che vi compri Vinicius. Come avrebbe detto mio nonno Angelo, Cavaliere di Vittorio Veneto, “vot anca la pension?”.

A ridarmi un po’ di buon umore ci ha pensato per fortuna il “calvario sconcertante” di Emilio Marrese su Repubblica Bologna. L’esimio collega ha descritto la Lazio “piuttosto modesta, senza attaccanti né registi” e non si capacita di come il Bologna abbia potuto prendere 2 pere a domicilio. Forse dimentico che a Bologna avevan trionfato anche Cremonese e Verona.

Ringrazio Marrese, oltre che per quel suo bruciore che sempre mi rasserena, per avermi fatto scoprire che Kenneth Taylor, che i 2 gol li ha segnati, è olandese e non britannico. Ci si consola come si può, insomma… Riccardo Schiroli

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