
Mercato invernale: più partenze che arrivi, risparmiati 3 milioni. Il bilancio
Più che di riparazione quello del Parma è stato un mercato di riduzione. Riduzione del numero di giocatori in rosa, riduzione degli ingaggi onerosi, riduzione dell?età media del gruppo. Evidentemente, durante il mese di gennaio, non c?era poi così tanto da riparare, in senso attivo, secondo la visione dei dirigenti ducali.
Alla ricerca prioritaria di un terzino sinistro, Alessandro Pettinà - alla sua seconda sessione da ds crociato, la prima senza l?ausilio dell?head of performance Mathieu Lacome (trasferitosi a inizio dell?anno al PSG, come rivelato a dicembre in anteprima su questo sito) –, ha iniziato le operazioni in entrata esattamente una settimana fa: dopo 26 giorni di attesa e silenzi, in un sol colpo, oltre al fluidificante difensivo (Carboni dall?Empoli, via Inter) , ha trovato anche il centrocampista centrale (Nicolussi Caviglia del Venezia, ma era a Firenze) e il centravanti ?di scorta? (Elphege dal Grenoble). Il quarto e ultimo innesto (l?ala Strefezza dall?Olympiakos) è arrivato il 1° febbraio, ha svolto le visite mediche la mattina dell?ultimo giorno di mercato ed è stato ufficializzato a 1 ora e 46 minuti dal gong.
Quattro nuovi arrivi: di questi, solo lo sconosciuto Elphege è un vero e proprio acquisto, per il quale sarebbero stati investiti 2 milioni di euro. «Un po? caro» - si potrebbe obiettare - per un 25enne proveniente dai bassifondi della Ligue 2. Ma tempo al tempo. Le altre sono tre operazioni, invece, sono tutte a titolo temporaneo. E, se per Nicolussi Caviglia e Carboni è previsto un diritto di riscatto a determinate condizioni (clausola che, per altro, il Parma non ha mai esercitato: i casi Zanimacchia, Cancellieri e Vogliacco e, ora, anche Cutrone, fanno scuola), il trasferimento del 28enne Strefezza è avvenuto in prestito secco. In perfetta contraddizione con lo spirito krauseiano, almeno in principio di gestione, di investire sempre sui giovani a titolo definitivo.
Sul fronte partenze, il lavoro di smaltimento si è rivelato impellente già da inizio gennaio, quando il mercato si era aperto con l?uscita dell?esubero Begić (prestito con diritto di riscatto alla Sampdoria). A fare le valigie, alla fine, è toccato in tutto a 8 ormai ex crociati. Dalla vendita di Løvik, pagato 6 un anno fa al Molde, sono stati incassati 4 milioni dal Trabzonspor; poco più di 1 milione ha fruttato la cessione di Djurić alla Cremonese, mentre su quella di Hernani al Monza si è risparmiato l?ingaggio più oneroso di un giocatore già in partenza in estate e che andava incontro a una scadenza. Niente più stipendio da pagare al deluso e deludente Cutrone, con cui si è deciso di interrompere anzitempo il prestito (il Como lo ha poi girato al Monza); stesso principio che ha portato alla rescissione con il 39enne Guaita, ingaggiato in fretta e furia a novembre e scaricato 62 giorni dopo, quando si era intuita l?inutilità della sua presenza in rosa al netto dell?affidabilità dimostrata da Corvi e Rinaldi, sui quali, invece, evidentemente tutta questa fiducia all?inizio non era stata riposta. Infine, il giovane Trabucchi è stato mandato a farsi le ossa in Serie C, alla Dolomiti Bellunesi, mentre oggi, a mercato italiano già chiuso, Benedyczak è stato ufficializzato dai turchi del Kasımpaşa: entrambi rientreranno il 1° luglio per fine prestito. E chissà se saranno a Parma solo di passaggio.
Con 13 operazioni, tra entrate e uscite (si esclude quella influente relativa a Kouda, trasferito dallo Spezia al Mantova), il club ducale ha attuato una mini-rivoluzione all?insegna del low cost e del risparmio. L?esborso per Elphege è stato ampiamente ripianato dai 5,15 milioni - stando ai numeri, non ufficiali, del portale Transfermarkt - entrati nelle casse dal club che, così come accaduto la scorsa estate, ha rispettato il principio cardine del mercato: prima di comprare, bisogna vendere. Anzi, si è anche riusciti a metter qualcosa da parte, cioè un gruzzoletto di 3 milioni. Oltretutto, la rosa è stata ridotta nell?organico: da 29 giocatori a 26, includi i 4 lungodegenti (Suzuki, Ndiaye, Frigan e, in ultimo, Almqvist) che, dalle parti di viale Partigiani d?Italia, contano possano essere utili per il rush finale.
E, poi, in perfetta sintonia con la linea green, la prima squadra maschile è stata oltremodo ringiovanita (età media 24,0) grazie al poker di innesti dall?età media di 25,0 anni e, soprattutto, grazie l?abolizione degli over 30, tanto ostili a Krause. Ora, infatti, il giocatore ?più anziano? è Estévez, 30enne da novembre. Un dato che, per una volta, invecchia persino mister Cuesta, coetaneo del centrocampista argentino ma nato nel mese di luglio. Provare a centrare una salvezza in Serie A con così poca esperienza sarà, senz?altro, una lungimirante scelta imprenditoriale, ma appare altresì un?imprudente scommessa che sembra non tenere conto della mancanza di leader né di evidenti carenze strutturali. Fra queste, un terzino destro di spinta in più (oltre alla bella rivelazione Britschgi, costato però già 3,5 milioni) manca dalla partenza di Hainaut; il centro-difesa ha sempre la coperta corta; Pellegrino non ha un sostituto sulla carta affidabile (si spera in Elphege); l?attacco, già abulico, farà affidamento solo sui lazzi del funambolo Strefezza (48 gol in 295 partite in carriera); senza dimenticare che gli acquisti estivi di Frigan, Ndiaye, Ordóñez, Sørensen e Troilo, per un motivo o per un altro, ancora non hanno dimostrato di valere quei 39,2 milioni di buoni motivi che li avevano portati in gialloblù.
Probabilmente, sul mercato di gennaio del Parma avrà inciso anche lo status di classifica (a +7 dalle coppia di ultime, a +6 dal terzultimo posto della Fiorentina), rimasto invariato nonostante le ultime due scoppole subite per mano di Atalanta e Juventus. Il bottino di 23 punti conquistati in altrettante giornate potrebbe esser stato per il patron Krause e l?AD Cherubini un motivo più che sufficiente a ritenere la rosa a disposizione di mister Cuesta adeguata al raggiungimento della salvezza. Ma, prima di cantar vittoria, mancano ancora una dozzina di punti da raccogliere nelle restanti 15 partite: un rischio calcolato?
