
Tiri in porta, la percentuale del Parma è tra le più basse della Serie A
Il Parma di mister Cuesta, dopo le prime tre giornate di Serie A, ha messo a referto solo 1 gol (Lontani): un dato che, pur correggendo lo zero iniziale, non cambia la sostanza del giudizio. L’avvio resta negativo e le statistiche di Transfermarkt sulla ripartizione dei tiri e sulla percentuale di realizzazione fotografano una squadra in grande difficoltà nella metà campo offensiva.
I numeri di questo avvio di stagione parlano chiaro: 24 tiri nello specchio della porta (13 tiri fuori dallo specchio), una precisione del 64,9% e una percentuale di conversione tra le più basse dell’intera Serie A (solo Bologna, Genoa e Fiorentina hanno fatto peggio).
Il Parma resta nella parte bassa della graduatoria per sfruttamento delle occasioni: a fronte di un numero di tiri nello specchio non disastroso, la capacità di trasformarli in gol è minima. I dati non parlano solo di mancanza di cattiveria sotto porta, ma di un problema più ampio: produzione offensiva limitata, poca qualità nell’ultimo passaggio e peso psicologico (i risultati negativi alimentano insicurezza e frustrazione).
Il Parma appare distante dall’idea di gioco che Cuesta vorrebbe proporre: possesso palla poco verticale, pochi inserimenti senza palla, scarsa presenza in area. La squadra non dà mai la sensazione di poter sfondare con continuità, e il gol sembra sempre un evento più casuale che frutto di una manovra consolidata.
Il gol arrivato contro il Monza, firmato Lontani, evita lo zero assoluto, ma non attenua il giudizio: il Parma è ancora lontano da standard accettabili, e i numeri lo dimostrano. Servono risposte immediate, perché la stagione è appena iniziata ma la sensazione è che il margine d’errore si stia già assottigliando.
