Cuesta: «Siamo in evoluzione, si parte dalle basi dell’anno scorso»

COLLECCHIO – Prime dichiarazioni, in un contesto più informale rispetto alla solita conferenza stampa, per mister Carlos Cuesta, che ha così commentato l’amichevole in famiglia della prima squadra con la compagine U20 gialloblù, finita 4-0 (clicca qui).

COM’È ANDATA «Volevamo avere ritmo e guadagnare ritmo. Sono aspetti che stiamo guadagnando in allenamento. Un minutaggio equilibrato per tutti, non è un giorno da titolari o meno. Buone sensazioni in tante cose e altri punti da migliorare».

BUONE NOTIZIE «Tante buone notizie: i ragazzi della Primavera hanno giocato con noi, ci sono stati giocatori che hanno fatto la loro prima partita, come Lontani. Tutti quelli che erano in campo e hanno partecipato sono stati una buona notizia».

CUESTA PIÙ SICURO? «Provo a fare il meglio, come lo scorso anno. Trasmetto la passione, le mie convinzioni e quel messaggio deve essere accolto. Non posso paragonare, ma da dentro sento le stesse cose»

NOVITÀ TATTICHE «L’anno scorso, alla fine, avevamo avuto una struttura d’attacco simile: l’intenzione è di evolverci, essere una squadra completa, che possa difendere in diverse posizioni del campo e che possa essere in grado di attaccare. Aggredire è una cosa importante: è un’evoluzione di quello che stavamo facendo prima».

STANDARD ALTI «Gli undici devono avere un’idea collettiva molto chiara. È ovvio che quando le richieste sono più complete serve di più. Devi avere la capacità per essere organizzato e fare la differenza, non è una questione di tattiche e lavagne ma di relazioni, facendo la differenza anche attraverso le qualità individuali. Il mercato è aperto e vale per tutte le squadre, possono esserci movimenti. Vedremo cosa succederà». 

LEADERSHIP E COMANDI VOCALI «L’età è un numero. Anche nel settore giovanile si parla coi compagni. Per me, parlare serve a rendere migliore la squadra. Sono cose che non sono legate all’esperienza, ma al gioco e con il lavoro lo migliori. Io devo solo dire quella che è la scelta migliore per il collettivo sia attaccando sia difendendo; il giocatore deve riconoscere non solo l’intenzione dell’azione, ma anche come aiutare l’altro. Ogni secondo fa la differenza. È una cosa che costruisci, sono abitudini. Per me è una necessità. Nel gioco collettivo la comunicazione è importante, ma la comunicazione è anche come viene fatto il passaggio: non è solo verbale, il messaggio arriva attraverso l’azione. Siamo in evoluzione: ci sono aspetti che l’anno scorso consideravamo importanti e una volta che quelli sono assodati andiamo su altri aspetti. In Spagna si dice che il piatto non s’inizia dalla carne, ma dal contorno: dalle basi dell’anno scorso costruiremo, ci evolveremo per essere migliori e per competere: penso si sia vista una squadra compatta, presente in diverse zone di campo. L’anno scorso magari eravamo più bassi e più vicino alla nostra porta, ma compatta anche nel palleggio: non sono cose diverse, ma cambiano i dettagli. L’anno scorso ho iniziato la prima settimana con aspetti più difensivi, questa settimana invece ho fatto più aspetti offensivi».

FISSARE L’ASTICELLA «Io ci credo tantissimo. Ci sono dettagli che non puoi controllare, ad esempio i punti, dipende anche dagli avversari. Noi dobbiamo essere migliori dell’anno scorso, ma dove arriveremo non lo so. Il mio focus è come fare per migliorare, vincendo anche tutte le partite se si può! Se mi focalizzo troppo sul futuro poi non sono qua, se mi concentro sul risultato poi non sono nel processo».

CUESTA SUL MODELLO DI DE LA FUENTE? «Hanno una grandissima compattezza con la palla e senza la palla, senza nemmeno verticalizzare troppo. Per questo prendono pochi gol».

piwik.php?idsite=2&rec=1&url=https%3A%2F%2Fsportparma.com%2Fparma