
NEW TARDINI, IL COMUNE CI AVREBBE MESSO 0 EURO. A FIRENZE 55 MILIONI…
(Gmajo) – Mi ero ripromesso, in questa settimana corta (venerdì sera il Parma affronterà in trasferta il Torino dell’ex D’Aversa), di non affrontare lo spinoso argomento New Tardini: del resto, sul fronte interno, non vi à alcuna novità e nulla è in vista, stante le riflessioni in corso da parte dei colleghi ed amici (di Cherubini) di Krause Group Real Estate, investiti del compito di valutare la fattibilità del progetto switchato da mono-cantiere a stralci e a suggerire all’investitore le soluzioni idonee da perseguire. Tuttavia, la stretta attualità ci mette di fronte un paragone, che evidenzia le palesi differenze di approccio alla bisogna da parte delle due municipalità (componente pubblica) coinvolte nei due progetti di ristrutturazione degli impianti di Parma e di Firenze.
Già nell’ultimo Diario Crociato, col racconto della trasferta in Toscana, avevo accennato agli ultimi sviluppi del restyling della Curva Fiesole dell’Artemio Franchi: il 18 febbraio è stata posta la prima maxi trave in acciaio, momento cruciale per l’avanzamento dei lavori. Secondo il cronoprogramma, già dalla fine di questo mese dovrebbe iniziare a delinearsi la nuova sagoma di questo settore. La struttura sosterrà sia la copertura sia i gradoni, realizzati in fabbrica e destinati a essere installati nelle prossime fasi del cantiere, anche perché Firenze punta a rientrare tra le città candidate a ospitare gli Europei 2032.
Ieri, mercoledì 11 marzo 2026, invece, il collega Claudio Cafarelli di Qui Finanza, ha composto un articolo (“Stadio Franchi, accordo tra Comune e Fiorentina: 140 milioni per il restyling”) in cui riferisce dell’accordo tra Comune di Firenze e Fiorentina per la ristrutturazione dell’impianto: 55 milioni a testa e 30 milioni per opere accessorie. Capito? 55 milioni a testa, per le due componenti pubblico/private, mentre da noi, l’Astronave sarebbe stata totalmente a carico dal solo Mecenate (per sua scelta iniziale, certo), non mettendoci, il Comune, una ghella.
La cancellazione del previsto finanziamento del Comune di Bologna aveva fatto seguito alla precedente onesta presa di coscienza dell’AD del club felsineo, Claudio Fenucci, il quale, senza tanti giri di parole aveva onestamente ammesso: «Sul restyling del Dall’Ara siamo fermi. Il termine con cui definire la situazione è statica. I costi del restyling sono lievitati da 150 a 230 milioni dopo il Covid: è un gap finanziario che il Bologna da solo non può colmare. Se gli operatori della città vorranno partecipare, visto il ruolo del Bologna nell’economia della città, noi ci siamo e siamo pronti, ma al momento la situazione si è fermata».
Un altro aspetto che mi ha colpito nel leggere l’articolo di ieri di Qui Finanza, è quello riguardante la durata della concessione del Franchi, di proprietà comunale, agli eredi Commisso: “La Fiorentina punta a ottenere una concessione di lungo periodo che consenta al club di gestire lo stadio in modo sostenibile dal punto di vista economico. Secondo le ipotesi emerse nelle trattative, la durata potrebbe arrivare a circa 50 anni. Una concessione di questo tipo permetterebbe alla società di programmare investimenti nel tempo e di sviluppare nuove attività legate allo stadio.”




