FUORI I PIGNOLI di Fiore Di Feo / Vabbè… Continuiamo così, facciamoci del male!

(Fiore Di Feo) – Quest’anno lo spirito guida che indirizza verso il Tardini i tifosi Crociati acquista, partita dopo partita, goliardicamente parlando, i contorni di un atto di fede, nel vero senso del termine.
La speranza è sempre quella. Incrociare, anche solo occasionalmente, una parvenza di gradevole e garbato fraseggio offensivo. Qualcosa che, nel visionare (a scelta) una delle ultime prestazioni dei “Cuesta’s boys”, faccia intendere anche ad un marziano, ad un bifolco, o banalmente a chi riassume entrambi, e nel frattempo è stato anche insignito del FIFA Peace Price da Infantino, quale sia la finalità tecnica di questo sport che, colpo di scena, è tentare di segnare almeno una rete, introducendo il pallone nella porta avversaria. Se poi le proprie reti saranno maggiori di quelle del rivale, la contesa sarà conquistata ponendo a proprio favor la tenzone.

Una “madeleine di Proust” che rassereni le papille gustative. Ricordando al palato un passato dove i piatti erano fin troppo corposi, opulenti, quasi irreali.
Si era felici, però, anche in giornate più recenti, con vacche magre e razionamento delle porzioni, dove un panino e il bicchiere di vino erano ben accolti, perché comunque saziavano con qualità, sapore e sostanza.
Quando il calendario offre l’opportunità di seguire la squadra in trasferta, combinando l’appuntamento sportivo con l’enogastronomia, gli amici, la visita ad un’altra città, l’occasione rende il tifoso più propenso ad accettare quel che il campo consegna, come ciò che il mare restituisce alla riva.

La situazione si complica nel momento in cui, con coscienza e responsabilità, si decide di affrontare lo “spettacolo” da remoto, in qual si voglia versione tecnologica disponibile, ma comodamente dal salotto di casa o nel pub di fiducia.

Le prestazioni turistiche offerte dai gialloblù, nelle gite a Firenze e Torino sponda granata, devono seriamente scuotere l’opinione generale rispetto al Progetto Parma che si vuole imperniare sulla filosofia tattica del golden boy Cuesta.

In termini di numeri e statistiche, pensiamo per davvero che l’anno prossimo le cose possano uscire dal seminato costruito quest’anno? L’ottimismo si è fatto classifica tranquilla, offuscando la vista come un sorso in eccesso di Malvasia, tramutandosi in fette di prosciutto che nascondono la vista da situazioni inquietanti quando il pallone è da gestire nella metà campo avversaria.

Se i punti racimolati hanno fatto volgere lo sguardo di molti direttori sportivi verso i nomi più interessanti dello scacchiere Crociato, questo dimostra che la qualità in qualche maniera è presente. Il sospetto che il potenziale non espresso sia abbastanza, ma non abbia sbocchi c’è, incatenato a concetti che nel lungo termine mostreranno forti criticità.

Perché giustificare il non gioco con l’età media più bassa della serie A è sbagliato. Perché con la mediocrità del torneo, ventun gol in ventinove partite non si possono vedere. Perché viene il pensiero che a tanti, dopo le cornate prese contro l’ex D’Aversa, possa andar bene sabato pomeriggio un punto contro quello che resta della Cremonese. Perché forse le nozze con i fichi secchi che il tanto bistrattato Roberto è riuscito spesso a mettere in piedi erano più propositive di quanto mostrato finora da Carlos.
Provare a vincere significa assumersi la responsabilità di proporre gioco. Tutte queste partite, lasciate andare così, marcando visita con inconsapevole leggerezza, restituiscono a chi segue il Parma la stessa amara e ironica sensazione di morettiana memoria. Fiore Di Feo

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo