
IL GRAFFIO DEL LEONE / VENERDI 13: HORROR NIGHT
(Markness) – Dopo 5 risultati utili consecutivi, il Parma viene asfaltato da un Torino coriaceo e volenteroso che evidentemente sta iniziando a far sue le principali caratteristiche di mister D’Aversa che, seppure a distanza di anni, continua a restare nei cuori dei tifosi gialloblù. La serata assume fin da subito motivo di interesse per la scelta di Cuesta di far rientrare Suzuki tra i pali dopo la lunga assenza per l’infortunio allo scafoide rimediata a novembre.
Il rientro del portiere nipponico era nell’aria, anche se lasciare fuori Corvi dopo mesi di ottime prestazioni non era certo una scelta facile, anche se comprensibile per mille motivi. Quello che tuttavia nessuno, neppure nei suoi peggiori incubi, poteva immaginare è che Suzuki si ripresentasse in campo con una colossale papera dopo appena 2 minuti.
Un’imbucata imbarazzante con la più classica palla in mezzo alle gambe che, ahinoi, non può passare inosservata e che declassa moltissimo il livello del portiere giapponese di fronte alle prestazioni di Corvi e Rinaldi nel corso della sua assenza.
L’episodio gela il Parma che, infatti, perde terribilmente in solidità difensiva e fa emergere tutte quelle fragilità che nell’ultimo periodo sembravano svanite e che facevano sperare in un finale di stagione in forte ascesa da parte della squadra di Cuesta.
È vero: la squadra ha saputo immediatamente reagire e, nel primo tempo, il gol di Pellegrino aveva illuso che si potesse ripartire, cancellando la papera di Suzuki ed anche l’infortunio dello sfortunato Cremaschi, (speriamo possa rientrare presto), ma purtroppo il fortino difensivo che ci aveva visti protagonisti nelle ultime positive uscite, iersera è mancato completamente e ad inizio ripresa, il Toro ha trovato il modo di dilagare abbastanza facilmente.
Una prestazione tra le peggiori di tutto il campionato che obbliga l’allenatore a riflettere sulla futura scelta del portiere titolare, con il rischio di ritrovarsi all’interno di ciclone di incertezza proprio quando il Parma sembrava aver trovato quell’equilibrio tanto atteso per tutto il campionato.
È innegabile che il rientro horror di Suzuki, abbia fatto rimpiangere Corvi, ma tornare indietro ora rappresenterebbe una bocciatura grave nei confronti del portiere sulla carta titolare nonché importante asset patrimoniale per il club. Allo stesso tempo, abbandonare una pedina come Corvi che ha contribuito a creare quell’equilibrio difensivo che ha consentito di portare il Parma ad un passo dalla salvezza, potrebbe essere rischioso per il prosieguo del campionato. Insomma, un bel dilemma, che arrivati a questo punto della stagione e alla vigilia di un importantissimo scontro diretto con la Cremonese, proprio non ci voleva. Markness
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