
Presidenza Figc, il Parma rompe gli indugi e si schiera con Malagò
La corsa alla presidenza della FIGC è ufficialmente entrata nella sua fase decisiva e il Parma ha scelto di schierarsi. La società crociata ha infatti garantito il proprio sostegno a Giovanni Malagò, contribuendo in modo determinante al raggiungimento della quota minima di firme necessarie per formalizzare la candidatura dell’attuale commissario federale alle elezioni del prossimo 14 dicembre.
La scelta del Parma assume un significato politico tutt’altro che marginale. Nelle ultime settimane il fronte favorevole a Malagò aveva raccolto il sostegno di Bologna, Fiorentina, Frosinone, Genoa, Lecce, Monza, Napoli, Roma, Torino e Udinese. L’adesione del club emiliano ha consentito di superare la soglia necessaria per la candidatura, trasformando la società gialloblù in uno degli attori più rilevanti di questa fase elettorale. Per il Parma si tratta anche di una presa di posizione chiara all’interno di una Serie A profondamente divisa. Se una parte dei club continua a sostenere Malagò, un altro blocco guarda invece a Galliani come uomo del cambiamento, alimentando un confronto che rischia di spaccare ulteriormente il calcio professionistico italiano.
Le elezioni del 14 dicembre si annunciano come una delle consultazioni federali più combattute degli ultimi anni. Da una parte c’è Malagò, ex presidente del CONI e attuale commissario FIGC, che punta a consolidare il percorso avviato dopo il commissariamento della federazione. Dall’altra Galliani, storico dirigente del Milan e oggi senatore, che nelle ultime settimane ha raccolto consensi importanti all’interno delle componenti tecniche del calcio italiano.
Decisivo è stato infatti il sostegno annunciato da AIC e AIAC, le associazioni che rappresentano rispettivamente calciatori e allenatori. Le due componenti valgono complessivamente il 30% dell’assemblea elettiva e hanno scelto di convergere sulla candidatura di Galliani, modificando gli equilibri rispetto alla precedente consultazione federale.
Da qui al giorno dell’assemblea il confronto resterà apertissimo. Oltre ai voti della Serie A, saranno determinanti quelli delle altre componenti federali, a partire dalla Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta la quota più consistente dell’elettorato federale.
