Cherubini: «Il club è unito e sa lavorare sotto pressione»

Non è toccato all’allenatore Alberto Gilardino presentare la sfida della 9ª giornata di campionato di Serie A: a parlare davanti ai microfoni della sala stampa del Mutti Training Center è toccato al CEO del club crociato Federico Cherubini.

L’amministratore delegato, prima di sottoporsi alle domande dei numerosi giornalisti presenti a Collecchio, ha colto l’occasione per fare il punto della situazione con una lunga introduzione (di circa 8’) a carattere generale.

Queste le parole iniziali di Cherubini, direttamente dalla sala stampa del Mutti Training Center.

«Questa introduzione è doverosa rispetto al fatto che questo è normalmente lo spazio per l’allenatore. Spiego perché ci sono io. Questa è una settimana particolare e molte delle domande che capita di sentire sono spesso oltre la sfera di competenza del mister, dato che gli vengono fatte domande riferite al momento in cui lui non era qui. Approfittiamo, quindi, di questo momento per allargare il campo a domande anche extra rispetto alla partita.

Siamo consapevoli del momento di difficoltà che stiamo vivendo, con risultati al di sotto delle aspettative. Non sottovalutiamo questo momento e comprendiamo la delusione dell’ambiente. La società, però, ha il dovere di rimanere lucida e perseguire i propri obiettivi. Se faccio riferimento a momenti già vissuti è sicuramente perché ne abbiamo già passati e ne siamo usciti, come successo durante la gestione Pecchia, come successo con la sconfitta in 9 contro 11 con la Lazio o come successo dopo la sconfitta di marzo contro la Cremonese, che sembrava aver rimesso in discussione tutto. Sappiamo lavorare sotto pressione e questo non si trasforma in nessun modo in rassegnazione.

Colgo l’opportunità, con questa introduzione, per trasmettere ciò che provo a livello personale. Il club è unito nelle diverse responsabilità: la dirigenza, il club management, l’allenatore e i giocatori. La società è qualcosa che rimanda a Krause e alla prima linea. Ma serve distinguere la proprietà dal management, perché sento tante critiche alla proprietà, tante critiche riguardo la volontà di vendere e guadagnare dai calciatori. In totale onestà intellettuale, mi sento di dire che la proprietà ha fatto il massimo per garantire a noi di fare un ottimo lavoro. Si è parlato delle cessioni record, ma non del fatto che abbiamo reinvestito nel mercato, sia per la prima squadra che per le giovanili e per il femminile. Krause ha sempre dimostrato il piacere di avere una squadra giovane. Io sono qui da 2 anni e sono arrivati Djuric, Cutrone, Diego Carlos e Sierro tra gli altri. Non mi sembra che i paletti messi da Krause siano così stringenti da impedirci di operare. La responsabilità, in primis, è mia. Dopo una partita deludente come quella contro il Torino, il Presidente era qui.

Mi piacerebbe anche approfondire il tema della distanza tra tifosi e dirigenza, in modo da poter capire e poter risolvere, per migliorare il sostegno alle associazioni locali e la vicinanza ai tifosi. Noi siamo a disposizione della comunità, non per obbligo ma per piacere. Abbiamo interlocuzioni a tutti i livelli, sia istituzionali che di singoli. Io sono disposto anche a sedermi a un tavolo di confronto con i tifosi. Ho l’impressione che i risultati negativi influenzino la visione globale.

Io parlo in questo momento perché credo sia giusto e ribadisco che questo gruppo di lavoro ha tutte le competenze per raggiungere gli obiettivi prefissati. Gilardino ha iniziato da un mese, che nel mondo del calcio è veramente poco. Ha portato novità e differenze e siamo convinti che domani farà il primo passo per un nuovo cammino. Mi sono dilungato, ma ho voluto toccare tante tematiche calde di questi mesi».

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