
Parma e Inter: attacchi agli antipodi, ma pericolosità simile
Terminata la sosta per gli impegni delle nazionali, ritorna la Serie A, con il Parma impegnato sabato alle 18:00 a San Siro contro l’Inter. Oltre all’emergenza difensiva (clicca qui per l’articolo), mister Gilardino dovrà fare i conti con un confronto offensivo complicato.
IL DATO SUI TIRI In cima alla graduatoria delle squadre che concludono di più in campionato si trovano proprio i nerazzurri, con un totale di 165 tentativi, di cui 15 trasformati in rete, per una percentuale realizzativa del 9.1%. Per trovare il dato dei crociati relativo alla stessa statistica, invece, bisogna scendere fino al penultimo gradino di questa speciale classifica, appena sopra il Lecce: rispetto ai salentini, i crociati hanno tirato in porta 3 volte in più, per un totale di 63 conclusioni. Le esultanze, però, sono state solo 4, per un dato di conversione del 6.3%. El Rulo Romero si conferma il più pericoloso, con 8 tentativi, di cui 2 vincenti, contro Como e Genoa. Dietro di lui, si appaiano Lontani a quota 5 e la coppia Touré-Ordoñez con 4 tiri a testa, senza risultare troppo pericolosi.
DISTRIBUZIONE DEI GOL Anche la statistica riguardante la distribuzione temporale delle reti è da osservare. I ragazzi di mister Chivu hanno segnato appena 4 volte durante i primi 45′, mentre nel corso delle riprese ne hanno siglati ben 10, oltre il 65% dell’apporto complessivo. A chiudere il quadro dei 15 gol totali, se ne trova anche 1 messo a referto nei minuti di recupero. La lettura di questo dato suggerisce come i meneghini aumentino il proprio ritmo nella seconda frazione di gara, dimostrando anche un maggiore cinismo. Il Parma, fino a questo momento sotto la gestione Cuesta (che però ha lasciato il testimone a Gilardino), ha distribuito in modo equo i suoi soli 4 gol: 1 nel primo tempo, 2 tra il 46′ e il 90′ e 1 durante il recupero.
CONTINUITÀ NEL CAMBIAMENTO Mister Gilardino dovrà escogitare, già dal suo esordio ufficiale, un modo per proseguire su quanto costruito dal suo predecessore Carlos Cuesta. Lo spagnolo, nel corso del suo periodo sulla panchina ducale, aveva trasmesso una filosofia di gioco ben precisa, basata sulla solidità difensiva e la letalità offensiva. Tali caratteristiche avevano fruttato 45 punti con appena 28 gol (di cui 6 inutili) lo scorso anno, mentre in questa stagione, con 4 reti, sono stati ottenuti 4 punti. Il trascorso da attaccante prolifico del nuovo tecnico, di sicuro, si renderà utile in questa missione, nella remota speranza di tornare dalla trasferta contro l’Inter con 3 punti che ormai mancano dal settembre 2018, nella vittoria ottenuta - curiosamente - grazie alla rete di Dimarco, all’epoca gialloblù.
