PAGELLE: garra Valenti, il valore di Valeri è l‘assist

MILANO – Le pagelle di Milan-Parma (clicca qui) premiano praticamente tutti i gialloblù, capaci di centrare una vittoria nella San Siro rossonera che mancava da 12 anni.

Il migliore è ovviamente Troilo che diede il match con un colpo di testa. Positivo anche Valeri che pesca ill secondo assist della sua stagione. Non del tutto convincenti i centrocampisti Ordóñez e Sørensen.

CORVI 7 Tre parate significative, nel primo tempo, e due uscite, nel secondo, per preservare il 5° clean sheet della sua fortunata stagione. E quando non c‘è lui c‘è il palo a salvarlo. D‘altronde, la Dea bendata aiuta gli audaci.

DELPRATO 6,5 Incarna perfettamente lo spirito operaio di questo Parma: diligente, attento e guardingo. Non soffre Estupiñan, che non è sicuramente tra gli avversari più difficili che ha marcato in carriera.

TROILO 7,5 Ritrova la via della rete, smarrita dal 12 febbraio 2025 (in Belgrano-Aldosivi, 2-0) e regala al Parma 3 punti che valgono la terza vittoria consecutiva. Che sarebbe stata la sua serata lo si era capito dal primo tempo quando sia era esibisce in un intervento in spaccata ad anticipare le cattive intenzioni di Leão, ben appostato nell‘area piccola. Valoroso.

VALENTI 6,5 Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare: vince 2 duelli aerei e soprattutto blinda la difesa con 8 chiusure. Va in escandescenza (per un ignoto motivo) dopo il gol del collega Troilo, ma i compagni lo fanno rinsavire. Garra.

BRITSCHGI 6,5 Perde 15 palloni, complice anche il duello sulla fascia contro Saelemekers. Si distingue in fase offensiva per un cross insidioso nel primo tempo: per il resto, resta dietro e non bada a troppi fronzoli.

BERNABÉ 6 Partita più di spada che di fioretto. Il Parma ha poche volte la palla e affida la gestione al catalano che nel primo tempo risulta il gialloblù con più passaggi (27), ma si sacrifica anche con qualche tackle (3). La sua gara finisce dopo un‘ora con 44 tocchi e 9 palloni persi.
(14‘ st) Nicolussi Caviglia 6 Non è la partita in cui può far suonare la sua musica, ma il direttore d‘orchestra prova a restituire un po‘ di sonorità a una squadra monotono: 8 passaggi, di cui solo 1 nella metà campo rossonera, la dicono lunga sulla sua partita sacrificata.

KEITA 6,5 Ormai è una certezza: che giochi da mezz‘ala o da mediano (come stasera) il rendimento è alto e garantito. Aiuta la difesa tra recuperi e chiusure e dimostra confidenza con la palla al piede (35 passaggi ok su 37).

ORDÓÑEZ 5,5 Mossa a sorpresa di Cuesta, che gli restituisce una titolarità che mancava dal 14 gennaio (0-0 a Napoli). L‘impegno c‘è, ma non incide più di tanto in un match in cui tocca il pallone appena 23 volte. E non tira fuori il coniglio dal cilindro come a Bologna.
(14‘ st) Sørensen 5,5 Presenza pressoché impalpabile, ancor più del compagno da lui sostituito. Lo si nota per un stop malamente sbagliato sul centro sinistra che avrebbe potuto dar vita a un contropiede e che invece ha finito per regalare una rimessa agli avversari.

VALERI 6,5 Va alla ricerca, con insistenza, di un assist che non gli riusciva dal 29 settembre. Ci prova dopo poco più di 1‘m quando serve Pellegrino. Dopo aspettare altri 79‘, ma alla fine il passaggio vincente da calcio d‘angolo arriva. E vale tantissimo. Valeri-valore.

STREFEZZA 6,5 È la mosca bianca nello sciame di giocatori gialloblù esclusivamente predisposti alla fase difensiva. Serata complicata perché contro i rossoneri è difficile tenere su palla: regala qualche guizzo e si procura 3 falli. Combattente.
(31‘ st) Ondrejka ng Pochi palloni giocabili per rendersi protagonista e meritevole di una votazione.

PELLEGRINO 6,5 Potrebbe segnare, stavolta di piede un gol-lampo, ma sbatte contro De Winter. Il resto è pura lotta greco-romana con i difensori rossoneri. Scomodo.
(48‘ st) Estévez ng Partecipa alla gioia finale, dopo aver guidato con spirito da capitano dalla panchina.

All. CUESTA 7 Non snatura il Parma e, infatti, centra la terza vittoria consecutiva in A, come il Parma di Donadoni versione 2013/2014. Il successo di misura in casa del padre del corto-mutismo (Allegri) sa tanto di allievo che impara dal maestro, anche sfrutta al massimo le palle inattive come l‘Arsenal di Arteta. Fase difensiva accorta e partecipata: il 9° clean sheet non stupisce nemmeno più di tanto.

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