
Parma ribaltato dopo il 90′, la Roma ringrazia Malen e Chiffi (2-3)
La 36ª di campionato si conclude amaramente per il Parma, capitolato contro la Roma per 2-3 proprio quando stava assaporando i tre punti.
Per caratura e motivazioni dell’avversario, alla terz’ultima giornata di campionato, abbiamo assistito probabilmente alla miglior partita stagionale del Parma. Non fosse stato per quei 20-25′ centrali del primo tempo, in cui i capitolini sono stati francamente ingiocabili, a lungo si sarebbe detto che, a lottare per le coppe europee, fosse il Parma. Non che sia stato tutto perfetto, sia chiaro: a partire dall’ormai solito gol concesso in transizione, per finire a qualche svarione difensivo, spesso con topiche in fase di possesso, stranamente non sempre punito da Malen, comunque devastante e vero core de Roma. Anche oggi, qualora ve ne fosse bisogno, Nicolussi e Strefezza si sono dimostrati giocatori di assoluto livello, oltre ad aver confezionato il gol; non si può negare che la tranquillità della salvezza sia passata dai loro piedi. Il gol di Keita, secondo da professionista a 3 anni e 8 giorni dal primo, sublimerebbe non solo un grande match ma, forse, il lavoro di un’intera stagione. Un recupero (13′) ai limiti dello scandalo vanifica quanto di buono fatto: Chiffi si conferma arbitro inadatto per la categoria e di indicibile scarsezza, quantomeno per la gestione dei momenti chiave: mano dura con Pellegrino sull’annullamento del gol per fuorigioco di Troilo; mano leggera, anzi assente, quella netta di Mancini sul 2-2. Poi, richiamato dal VAR - e da Gasperini - converte il fallo per il Parma nel rigore del 2-3 di Malen. Va tuttavia riconosciuta la sciocchezza colossale di Britschgi, impacciato in marcatura e stolto nell’abbattere Rensch in area. Alla fine, però, vincono gli applausi, che i gialloblu si sono presi con orgoglio e merito dai loro supporter.
LE SCELTE Si sapeva già che un riacutizzarsi della persecutoria pubalgia avrebbe tenuto lontano Bernabé dal match, sostituito da Ordoñez e non da Ondrejka. Non si prevedeva, invece, l’iniziale panchina di Pellegrino, al quale Cuesta preferisce Elphege, per scelta tecnica. Il Gasp, invece, schiera il suo trio di stelle là davanti: oltre a Dybala e Soulé, c’è lo scatenato Malen, a -1 dal bissare il record di gol per un acquisto invernale (12).
MALEN BATTE CORAGGIO Il match regala un inizio spumeggiante, per merito di entrambe le squadre. La presenza di Elphege, davanti, rivela un attaccante più mobile e associativo rispetto al consueto delantero Pellegrino; lo si vede soprattutto nelle ripartenze, più efficaci del solito. Ad arrivare meglio nell’area avversaria è però la Roma, che reclama un rigore al 6′, inesistente, e poi, al 10′, troverebbe il gol con Malen, partito però oltre Troilo e compagni: fuorigioco. I crociati confermano la buona verve, intorno al 12′, con il gran lavoro di Elphege: un tentativo acrobatico, per quanto sghembo, manda in visibilio i Boys, precedendo di qualche secondo la sponda per Strefezza, che calcia nello Spazio.
Gioca, il Parma, e propone un inedito spirito pro-attivo in impostazione oltre al blocco basso ormai marchio di fabbrica. Proprio su un tentativo di costruzione dal basso, Elphege non riesce a proteggere efficacemente su Ndicka, che innesca la ripartenza breve su cui Malen, dopo un controllo di sinistro veramente di altra categoria, fulmina Suzuki per lo 0-1. Adesso, i giocatori della Roma sembrano i Monstars di Space Jam: quando possono correre in verticale, sono treni lanciati in corsa. La prima incursione di Hermoso non trova compagni davanti a Suzuki, la seconda, al 29′, viene sprecata da Soulé, che centra il palo e grazia il Parma. Fino al 37′, la terza conclusione di Strefezza in curva è l’unica risposta del Parma allo svantaggio, finché Ndicka non sbaglia un comodo appoggio che costringe Svilar all’uscita disperata, coi piedi, su Elphege già pronto al pari. I giallorossi non riescono a mantenere lo stesso ritmo incendario sino all’intervallo e, al 40′, concedono il primo corner dell’intera partita, sinora giocata davvero senza un attimo di respiro. Trattiene il fiato anche Svilar, sul missile di Nicolussi al limite dall’area, a un soffio dall’incrocio, a, 45′.
CAOS ARBITRALE Pronti, via e il Parma trova il pari, costruito ancora dal mercato di gennaio. Hermoso sbaglia il disimpegno con una brutta palla per Koné, intercettata da Nicolussi. Il biondo centrocampista s’invola a servire Strefezza, che con tre tocchi fulmina Svilar all’angolino più lontano. L’entusiasmo per il pari diviene leggerezza nell’area opposta: Keita apparecchia per Malen che, a tu per tu con Suzuki, gli spara addosso. Il fantasista italo-brasiliano, di lì a poco, si accascia per un fastidio muscolare e viene sostituito da Pellegrino, la cui prima sgroppata viene allontanata in corner. Dalla bandierina, Valeri pesca la testa proprio di Pellegrino, che fa 2-1. La squadra arbitrale è però impietosa nel rilevare il fuorigioco di Troilo, ritenuto incidente su Svilar: si resta sull’1-1 e si scatenano le sonore proteste del Tardini. Gli alieni, ora, hanno la maglia gialloblu: Ordoñez, al 14′, si iscrive alla partita con un controbalzo a centimetri dal sette. Dopo 5′, la combinazione Pellegrino-Elphege svanisce nel fuorigioco di Valeri, ma il Parma domina la prima metà ripresa. Nel frattempo, dalla curva partono cori, chiaramente di scherno, dedicati alla Reggiana, già definitivamente retrocessa. Dopo 28′ quasi impeccabili, il Parma espone il fianco a una ripartenza velenosa, che Suzuki sventa con una grande parata su Malen, poi Pisilli spara in curva. Lo stesso Pisilli, in area, spara sul muro eretto a protezione della porta crociata: angolo al 32′. Passano 10′ prima che Keita converta in rete l’assist del subentrato Estévez, dedicando alla mamma il primo (forse ultimo?) gol a Parma. Da una prima volta all’altra: al 49′, Rensch pareggia con la prima gioia romana, ma è contestabile il tocco di mano di Mancini in prossimità della rete non punito dall’arbitro. Lo stesso Chiffi, con la complicità del VAR, corona 6′ di rara inadeguatezza: al 100′, decreta un rigore a dir poco dubbio, che Malen non sbaglia. Dopo 13′ di recupero, arriva il triplice fischio, facendo partire rissa e contestazione, sebbene a capannello finito vincano dei meritatissimi applausi per Delprato e compagni.
PARMA - ROMA 2-3
Reti: pt 22′ Malen (R); st 2′ Strefezza (P), 42′ Keita (P), 49′ Rensch (R), 55′ Malen (R)
PARMA (5-3-2): Suzuki; Delprato (30′ st Britschgi), Circati, Troilo, Valenti, Valeri (30′ st Carboni); Ordoñez, Nicolussi Caviglia (34′ st Estévez), Keita; Strefezza (8′ st Pellegrino), Elphege (34′ st Almqvist).
A disposizione: Corvi, Rinaldi; Ndiaye, Ondrejka, Sørensen, Drobnic, Mikolajewski. Allenatore: Cuesta.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (8′ st Ghilardi); Çelik (30′ st Rensch), Koné (30′ st Venturino), Cristante (14′ st El Aynaoui), Wesley; Soulé (14′ st Pisilli), Dybala; Malen
A disposizione: De Marzi, Gollini; Rensch, Angeliño, Tsimikas, Venturino, Ziółkowski, Vaz. Allenatore: Gasperini.
Arbitro: sig. Chiffi di Padova.
Assistenti: sig. Bahri di Sassari e sig. Vecchi di Lamezia Terme.
IV ufficiale: sig. Maresca di Napoli.
VAR e AVAR: sig. Mazzoleni di Bergamo e sig. Paganessi di Bergamo.
Note: stadio Ennio Tardini di Parma; spettatori totali 18.685 (di cui 13.329 abbonati e 781 ospiti) per un incasso totale di euro 337.971,59 euro . Ammoniti: al 2′ st Strefezza per comportamento non regolamentare, al 20′ st Troilo (P) per gioco falloso, al 31′ st Britschgi (P) per gioco falloso. Espulso: al 54′ st Britschgi (P) per doppia ammonizione. Corner: 3-6 (1-0). Recupero: 1’ pt, 6’ st.
