Da certezza a colabrodo, la metamorfosi della difesa

Una pericolosa metamorfosi: la difesa del Parma è passata dall’essere una certezza (la scorsa stagione) ad un pericoloso problema (attuale).

Lo dicono i numeri: 10 reti subite nelle prime 6 giornate di Serie A a cui bisogna aggiungere le 2 reti incassata in Coppa Italia contro la Cremonese. In pratica, i gialloblù hanno preso gol in tutte le gare ufficiali della stagione 2026-27, tranne nell’esordio in Coppa Italia (Parma-Catania 2-0). Dati inequivocabili soprattutto se si fa un confronto con lo scorso campionato quando la media gol subiti era di 1,2 reti a partita (un rendimento fondamentale per il traguardo della salvezza). Oggi, dopo appena 6 giornate, la media è di 1,6 gol a partita. 

I problemi che dovrà risolvere mister Gilardino non sono pochi, tatticamente e tecnicamente, anche se prima dovrà trovare un assetto definitivo al 3-5-2 visto ieri a San Siro contro l’Inter; perché l’esperimento Carboni non ha funzionato, Valenti continua ad essere fuori rosa, Ndaye è infortunato e Drobnic è alla sua prima avventura tra i professionisti. La coperta è corta, complice un mercato incompleto e irrazionale. 

Ora il calendario si intensifica tant’è che ad ottobre il Parma giocherà 3 volte in 8 giorni contro Torino (19/10), Lazio (24/10) e Udinese (28/10). 

 

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