L’OCCASIONE DI ASSICURASI UN “MEZZI” A SOLI 50 EURO

(Gmajo) – In Via XXII Luglio, angolo Borgo Riccio, in Parma, vi è (meglio sarebbe scrivere, purtroppo, vi era) il laboratorio-esposizione del pittore parmigiano Sergio Sergi, che personalmente ammiro parecchio, al punto che, dinnanzi la sua vetrina mi sono fermato più volter per scattarmi un selfie con alle spalle qualche sua opera (vedi scatto di repertorio a lato), nell’attesa di potermi permettere, un domani, chissà!, un ritratto tracciato dalla sua mano felice: ebbene, nella bottega di Sergi, dove fino a pochi giorni fa era in corso una (forzata, dovendo liberare il locale) vendita a prezzi di realizzo delle sue opere, è contestualmente, ora, iniziata una (s)vendita, a soli 50 euro al pezzo, di quadri di Carlo Mezzi.

Chi è Carlo Mezzi? Ci viene in soccorso un articolo di dieci anni fa di Lorenzo Sartorio, sulla Gazzetta di Parma, quando la vecchia gloria Crociata, nonché pittore di fede era ancora in vita (sarebbe venuto a mancare il 17 novembre 2024) e stava tenendo una personale nella sacrestia della Chiesa di San Rocco: “Classe 1938, «pramzàn dal sas», figlio di un operaio e di una «rezdora», iniziò a fare le prime «prese» con il pallone difendendo la porta dei «pulcini» del Parma sotto la guida dell’indimenticato Dante Boni. Poi il salto in importanti club e nel Parma dov’ era molto amato dai tifosi e da quei ragazzini che sognavano di indossare il numero 1 dietro la schiena per i quali è stato un mito. Mezzi, non solo ha le caratteristiche del grande portiere: calma, occhio, coraggio, ma ha anche la sensibilità dell’artista. E, se vogliamo, il portiere, è un artista”.

Già che siamo in tema di calciatori-artisti, mi sovviene la figura di Silvio Smersy che ebbi la fortuna di conoscere personalmente, col quale – assieme all’inseparabile Gianni Barone – ebbi modo di condividere un’esperienza televisiva per Rete 7 Bologna, nella stagione 1991-92, allorché, assieme a noi presenziò, sine calza, in un teatro della Bolognina ad uno speciale dal vivo, della trasmissione Il Pallone nel 7, all’epoca condotta dal cantautore Andrea Mingardi. Smersy, terminata la carriera da giocatore (senza colpi di testa, che, nella sua personale accezione, avrebbero causato problemi fisici agli autori del relativo gesto tecnico, perniciose conseguente fisiche), avrebbe sbarcato il lunario piazzando i propri quadri.

Ma torniamo a Carlo Mezzi, mitico portiere del Parma nel campionato 1958- ‘59 con prestigiosi trascorsi in serie A (nel Bari), sempre Sartorio, dieci anni fa, ce lo pitturava così: “Padre affettuoso di Cristiana (che coltiva la passione per la pittura) e Marscia laureata in giurisprudenza, uomo di grande fede, quando dipinge, la sua mano pare sia ispirata da qualcosa di grande. Infatti le sue marine liguri, i campi di fieno, di grano e papaveri, i volti puliti di belle fanciulle dagli occhi color del cielo, immacolate nevicate, fiori primaverili che profumano di aria nuova, riconciliano con il mondo ed infondono una serenità che l’artista intende trasmettere a chi osserva le sue opere che hanno il pregio di addolcire l’animo”.

E qualche esemplare delle sue opere, al solo costo della materia prima – tela e colori – senza considerare il valore artistico è messo in vendita, appunto, dal collega Sergio Sergi nella bottega di Via XXII Luglio angolo Borgo Riccio, che non esita a definire i quadri di Mezzi “il vero bene rifugio”: “I bellissimi quadri materici di Carlo Mezzi sono l’unico bene rifugio che resta ai parmigiani. L’Europa, che lo si voglia ammettere o no, è già coinvolta in una guerra per procura che si sta rapidamente allargando al Medio Oriente verso un nuovo conflitto mondiale. La borsa è destinata a crollare e a mettere in pericolo lo stesso Euro. Solo i potenti, luminosi e solidi quadri impressionisti di Carlo Mezzi, che resteranno sempre inalterati nel tempo e nello spazio, costituiscono il VERO BENE RIFUGIO. E chi è in grado di comprendere, comprenda”.

 

Lo stesso Sergi racconta così il Mezzi artista: “La passione per il disegno e la pittura è iniziata in lui fin da bambino. Autodidatta, si dedica all’arte pittorica con uno stile impressionista. I suoi lavori vengono trasportati sulla tela dipingendo direttamente sul posto, paesaggi, marine, parchi, fiori e ritratti. Carlo Mezzi è un artista spontaneo che trasferisce nelle sue opere lo slancio emozionale di cui è animato il suo estro. Ha realizzato varie mostre collettive e personali, ricevendo validi apprezzamenti da pubblico e critica.” E in casa di un tifoso Crociato non può mancare, specie se acquistato ad appena 50 euro, un quadro di Carlo Mezzi. Gabri