Rinaldi e un esordio doppio che ha convinto Parma e Catania

«Il destino non manca mai all’appuntamento. Arriva sempre». E, talvolta, lo fa anche nel modo più imprevedibile. Lo sa bene Filippo Rinaldi, che si è rivelato positivamente, nel match pre-ferragostano, ai suoi due club: Parma e Catania - coincidenza! – si affrontavano in Coppa Italia.

Il guardiano di Cavriago, sceso in Serie C per giocare da titolare per la quinta volta negli ultimi sei anni, era alla prima gara con gli etnei, che a luglio lo avevano acquisito in prestito dai crociati (con diritto di riscatto in favore del Catania e controriscatto per il Parma). Eppure, fino a poche ore prima dell’appuntamento inaugurale del 2026/2027, non avrebbe potuto scendere in campo per problemi burocratici, come già accaduto a Vicenza nel turno valevole i sessantaquattresimi. Poi, in extremis, la mattina stessa del match, il via libera che ha restituito una buona notizia e un’occasione imperdibile per amici di sempre e familiari (venerdì, sugli spalti, c’erano anche papà Roberto, mamma Elisa e la sorellina Alice).

All’ingresso in campo c’era proprio Rinaldi che così, seppur da avversario, ha potuto coronare un sogno che non si era mai realizzato: giocare al Tardini. Lo stadio della squadra che, a sorpresa, il 14 gennaio lo aveva fatto esordire in Serie A, ma solo in trasferta. Un unicum, quello del Maradona di Napoli, molto gradito (anche perché fini 0-0 grazie alle sue parate), che non aveva avuto un seguito nel corso di una stagione in cui Rinaldi era stato a lungo il vice del collega e amico Edoardo Corvi, divenuto ingiocabile a suon di prestazioni convincenti, prima del ritorno del titolare Zion Suzuki.

I due si sono ritrovati sul rettangolo verde di Parma: si sono abbracciati prima e dopo una partita, servita a Filo a dare un saggio delle sue qualità non solo ai tifosi locali - che al momento dell’arrivo sotto la Curva Nord gli hanno riservato tanti applausi –, ma anche ai 158 venuti dalla Sicilia (oltre ai molti di più che si saranno limitati alla diretta tv), convinti con 4 parate di ottima fattura: due su Bernabé, nel primo tempo; una su Britscghi e, soprattutto, una miracolosa su Frigan, nel secondo.
Il classe 2002 ha dovuto parare anche lo scetticismo di chi invocava la presenza del titolare della passata stagione Andrea Dini (ex terzo portiere crociato tra il 2017 e il 2021, ma senza presenze). Ci è riuscito, ricambiando di fatto  nel migliore dei modi la fiducia ricevuta dall’allenatore Emilio Longo: «Meritava per il suo trascorso, per la sua provenienza, una possibilità a Parma. L’ho visto molto più da partita che da allenamento, perché oggi mi ha testimoniato che sotto pressione, sotto alcuni tipi di movimenti della squadra avversaria, è stato molto bravo a leggere il gioco» aveva commentato con soddisfazione nel post gara il mister dei siciliani, non limitandosi ai soli interventi con le mani, ma sottolinenando la bravi nel gioco coi piedi del suo guardiano (9° giocatore della partita per passaggi riusciti, ben 41).

Anche la stampa etnea ha promosso a pieni voti l’esordio di Rinaldi: «Una prestazione solida, con alcuni interventi importanti che hanno contribuito a evitare un passivo più pesante. L’estremo difensore ha dato sicurezza al reparto arretrato, risultando una delle risposte più convincenti tra i nuovi arrivati. Il Catania ha perso e non avrebbe meritato di uscire dal Tardini con un risultato ancora più penalizzante. Rinaldi ha lasciato una prima impressione positiva, partendo davanti ad Andrea Dini nelle gerarchie della gara» l’analisi della redazione di TuttoCalcioCatania.com. «Un ottimo intervento in apertura di gara, poi non può nulla sulle reti di Lontani. Nel finale super intervento su Frigan» la pagella (da 6,5), invece, del cronista Stefano Auteri su Catanista.net.

Chissà quale sarà stato il pensiero dei dirigenti del Parma nel vedere l’esordio doppio di Rinaldi, utilizzato pochissimo in crociato anche nelle amichevoli della scorsa pre season. In questa, probabilmente, avrebbe avuto più spazio, al netto degli incroci di mercato di Suzuki e dell’infortunio del nuovo acquisto (sin qui mai visto in azione) Daffara. Il ragazzo, per lo meno, ha provato a essere artefice delle proprie fortune: il gol negato a Frigan, con quell’autentica prodezza, è stato il migliore dei biglietti da visita ri-consegnato al suo club di appartenenza. A questo punto non resta che attendere che il telefono di Rinaldi squilli nei prossimi mesi.

 

(In copertina, il portiere Filippo Rinaldi con la maglia del Catania al Tardini nella partita di Coppa Italia, vinta 2-0 dal Parma - Foto: Catania F.C.)
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