
Parma: nuova stagione, vecchi problemi offensivi
C’è una similitudine preoccupante tra l’ultima di campionato della stagione 2025/26 e la partita di ieri sera, la prima della stagione 2026/27. Un filo conduttore che emette un’amara sentenza: nulla è cambiato, almeno per il momento. Ma non è il caso di fare drammi dopo appena 90 minuti e con il mercato in pieno fermento.
A distanza di 90 giorni tra una partita e l’altra, il Parma conferma di avere grossi limiti offensivi. Sono cambiati gli interpreti ed è cambiato il sistema di gioco, ma il problema resta lo stesso: pochi tiri nello specchio della porta, pochi gol (zero, nel caso di ieri) e poche occasioni limpide per sbloccare il risultato, a differenza del Cagliari che ha creato qualcosa in più, legittimando così l’exploit del Tardini.
Il confronto tra la sfida contro il Sassuolo (ultima della passata stagione) e quella contro il Cagliari, conferma le problematiche. Contro i neroverdi 16 tiri totali di cui solo 3 nello specchio della porta, 54% possesso palla, 384 passaggi, 87% precisione nei passaggi. Contro i sardi 12 tiri totali, 2 nello specchio della porta, 46% possesso palla, 409 passaggi e 84% di precisione nei passaggi.
Numeri simili, dunque, che devono far riflettere e aprire una riflessione seria, anche se il vero volto del reparto offensivo del Parma cambierà radicalmente con l’inserimento dell’argentino David Romero e con un possibile nuovo acquisto (sugli esterni, ndr) negli ultimi giorni di calciomercato. Sempre che il 4-3-3 sia la soluzione definitiva da qui alla fine della stagione.
