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COMMENTO - Parma: difesa colabrodo sfortuna e polveri bagnate
COMMENTO

Un film al contrario: tre tiri nello specchio della porta e tre gol. Dalla vittoria di Udine alla sconfitta di oggi col Cagliari. Il calcio è strano. I sardi hanno espugnato il Tardini (1-3) subendo per lunghi tratti l‘iniziativa dei crociati, apparsi esageratamente offensivi e a tratti anche arrembanti. Il palo di Bruno Alves su punizione, le due paratone di Olsen su Gervinho e almeno altre due limpide palle gol bastano e avanzano per confermare la tesi che il Parma ha subito una sconfitta eccessiva. Sconfitta che, però, ha un perché ed è da ritrovare negli errori della difesa. Errori singoli come nel caso di Gagliolo e collettivi che hanno trasformato la domenica in un brutto incubo sotto il punto di vista del risultato, ma non certo dei giudizi complessivi, perché il Parma, privo di Kucka, Grassi e Scozzarella, ha fornito una buona prova da metà campo in su. Merito dell‘intraprendenza del 19enne Kulusevski, delle frequenti sovrapposizioni di Darmian e di un atteggiamento propositivo che però ha prodotto solo un gol.
Un aspetto, insieme alle dafaiances del pacchetto arretrato, che ha contribuito in modo evidente sulla seconda sconfitta in campionato tra le mura amiche. E il motivo è presto spiegato: Inglese non era in giornata, complici le marcature rigide dei due centrali del Cagliari, Gervinho idem, Brugman regista senza bussola e Cornelius poco servito (palle alte). Malgrado ciò i crociati hanno attaccato e rischiato tanto, soprattutto dopo il 2-0 del Cagliari. L‘incitamento del Tardini a fine primo tempo (Noi ci crediamo) e un avvio di ripresa¬† arrembante, culminato con gol di Barillà, avevano fatto sperare nell‘impresa di raddrizzare una partita nata male e purtroppo chiusa peggio.
Il 3-1 finale è ingannevole, dunque, il Parma c‘è ed è vivo. Niente processi, ma è chiaro che D‘Aversa dovrà registrare diverse cose, a cominciare da una difesa che non sembra così robusta come quella della passata stagione, malgrado gli interpreti siano sempre gli stessi, eccetto Darmian.
L‘eccessivo ricorso al Var e i 10 minuti di recupero nella ripresa fanno da contorno ad una domenica anomala.

 

(Foto di Lorenzo Cattani)