Cuesta: «L’unica strada è il lavoro». Pisacane: «Non era facile vincere, il Parma ha idee chiare»

Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini le parole dei due tecnici, Carlos Cuesta e Fabio Pisacane, al termine di Parma-Cagliari (clicca qui per le pagelle), match terminato 0-1 e valevole per il primo turno della Serie A 2026/2027.

LE DICHIARAZIONI DI CARLOS CUESTA (PARMA)

«Secondo me, è stata una partita dove loro hanno iniziato bene e noi dal 20′ al 60′ siamo riusciti a portare la partita dove volevamo noi, sia nella fase difensiva sia nella metà campo avversaria. Volevamo creare più pericolo non solo coi piazzati o con le azioni individuali, ma anche in altri modi. Dal 60′ in poi non siamo riusciti a progredire nella metà campo avversaria e abbiamo fatto molta fatica. Volevamo assolutamente vincere e sappiamo che dobbiamo lavorare molto e analizzare: sappiamo che l’unica strada è quella, lavorare molto e lavorare bene.

Durante la pre-stagione ha giocato molto bene, si sta allenando molto bene e sappiamo che c’erano due giocatori titolari che erano esordienti in serie A: Konaté e Lontani, oltre a Diallo che ha esordito anche lui oggi. Sono giocatori che hanno potenziale e che oggi sappiamo che ci possono aiutare ma avranno bisogno del processo di crescita come altri giocatori. Konaté ha giocato con personalità, ha provato ad aiutare la squadra e non ho niente di negativo da dire su di lui e sulla sua prestazione.

Sappiamo che il ruolo principale di Bernabé è centrocampista, sia un po’ più basso aiutando nella costruzione sia un po’ più alto vicino alla metà campo avversaria creando situazioni di pericolo. Oggi la logica è stata metterlo dove poteva aiutare di più la squadra, la scelta è sempre per aiutare il collettivo. Alla fine mi ha chiesto il cambio perché era stanco, viene da un’operazione, una preparazione più corta e si è speso in un ruolo in cui non era abituato, il tipo di sforzo è molto diverso, normale che faccia fatica.

Con Keita cercavamo un po’ più l’arrivo vicino all’area avversaria. Ordoñez ha caratteristiche più di costruzione, con Keita volevamo che arrivasse un po’ di piu come nel finale della scorsa stagione.

Con Touré noi dobbiamo aiutare a creare il contesto per potersi esprimere al meglio, per lui il primo tempo non è stato il migliore per trovarsi a suo agio e dovremo trovare delle soluzioni per portare la partita nelle migliori condizioni per lui.

Kouda ha giocato perché ha fatto una pre-stagione molto buona e quello che gli abbiamo chiesto è di ricoprire il ruolo che stava coprendo Keita, di ripartire e aiutare El Bilal nelle situazioni di arrivo. Ha avuto l’occasione di fare male ma non è stato preciso. è un ragazzo molto disponibile che può occupare tanti ruoli del centrocampo e può aiutare la squadra in molti modi diversi».


LE DICHIARAZONI DI FABIO PISACANE (CAGLIARI)

«Vincere una partita dopo 13 anni è una grandissima soddisfazione ma ciò che mi rende più orgoglioso e come l’abbiamo fatto: da squadra. Nei momenti difficili siamo rimasti compatti, questa vittoria ci indica la strada ma non deve farci sentire arrivati: questo campionato è difficilissimo.

Conosco Carlos (Cuesta, ndr), so quanto sia bravo. Mi aspettavo qualcosa di diverso: è un ragazzo intelligentissimo, che ha un grado di istruzione altissimo. Penso che siamo stati bravi ad applicare alla lettera il piano gara: il Parma si muove con una logica, si vede la mano dell’allenatore. Battere il Parma qui non era facile. E, se lo abbiamo fatto, è perché abbiamo fatto una grandissima partita nei tre terzi di campo. Faccio un in bocca al lupo al Parma e rinnovo i complimenti al club per la programmazione: si vede che c’è un lavoro dietro.

Quando ho detto soffrire, mi riferivo alla specialità del Parma, che erano i calci piazzati. Carlos ha un’idea, si vede e si riconosce. Il Cagliari è venuto qua e ha vinto perché ha fatto una bella partita. Se fossi andato a casa con un altro risultato, sarei andato a casa non felice, ma rincuorato di averci provato. Palestra? Abbiamo lasciato un giocatore migliore di quando era arrivato. E oggi vogliamo fare la stessa cosa con altri giocatori che sono arrivati. E ci auguriamo possano ripetere le gesta di Marco (Palestra, ndr)».

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