Cuesta: «La Juve gioca molto bene. Infortuni? Ci danno flessibilità e resilienza»

Alla vigilia di Parma-Juventus l‘allenatore crociato Carlos Cuesta ha presentato in conferenza stampa una sfida che rievoca i fasti di una sfida che nel passato valeva per i massimi vertici del calcio italiano.

Ma il presente dice ben altro. Il Parma, che si sta tenendo lontano dalle zone paludose della classifica, è in cerca di punti salvezza, mentre la Juve con il nuovo corso Spalletti va all‘inseguimento del podio e sta proseguendo il proprio cammino in Champions League.
Il 30enne allenatore spagnolo - che, dopo la cessione di Djurić è diventato effettivamente il più anziano del gruppo - ha parlato dell‘atteggiamento che i suoi ragazzi dovranno mettere in campo domani sera al Tardini, dimostrando «flessibilità e resilienza», dettate dalle contingenze dei numerosi infortuni che stanno affollando l‘infermeria di Collecchio.
Tolti gli infortunati di lungo corso, saranno tutti convocabili, compresi i tre nuovi acquisiti dal mercato. A loro si aggiungeranno quattro innesti dalla Primavera (Casentini, Cardinali, Drobnič e Mikolajewski).

Di seguito le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.

LA SFIDA ALLA JUVE «L‘abbiamo preparata consapevole del contesto in cui ci troveremo, anche con molta chiarezza sulla partita che vogliamo giocare. sAppiamo cosa rappresenta, è un orgoglio rappresentare il Parma in tutti i giorno ma soprattuto in serate che ci possono dare l‘opportunità di vivere i momenti con i nostri tifosi: sarà quella l‘intenzione della partita, faremo il possibile».

I NUOVI ARRIVI «Sono disponibili, è stata una settimana con movimenti. Due giocatori che sono stati importanti per noi, come Patrick (Cutrone, ndr) e Milan Djurić, se ne sono andati: Patrick ha lasciato tutto in campo, provando a dare il possibile; Milan è sempre stato incredibile nei suoi atteggiamenti, è stato in campo in qualsiasi scenario, è stato importante. Ma la vita ti dà delle opportunità: ora abbiamo Nesta (Elphege, ndr), Hans (Nicolussi Caviglia, ndr) e Franco (Carboni, ndr) pronti ad aiutarci. E domani saranno lì per farlo».

CHE PARTITA SARÀ «Sappiamo le qualità che hanno e le opportunità che ci sono dentro tutto le squadre. Hanno molta qualità individuale e collettiva, fluidità nel possesso, volontà di attaccare gli spazi in modo dinamico e hanno tanti registi; anche a livello difensivo sono forti e hanno variabilità per cambiare la partita. Noi proveremo a sfruttare i nostri punti di forza. Solidità, sacrificio e compattezza che ci avvicinano ai risultati, ma allo stesso tempo dobbiamo giocare con consapevolezza e personalità».

IL MERCATO «La società lavora come sempre ha fatto per fare che la squadra sia la migliore possibile. Il mio focus è sempre lo stesso: aiutare questo incredibile gruppo a raggiungere gli obiettivi. Sono tre ragazzi con caratteristiche diverse, che ci possono aggiungere valore».

DOVE IMPIEGARE NICOLUSSI «Un giocatore versatile, che può fare il mediano, il doppio play o il play da solo. Sa ricevere la palla in buone condizioni, ha capacità per progredire: sicuramente abbiamo un centrocampo completo con diversità di caratteristiche. Lui può aiutarci ad essere una migliore versione di quello che siamo stati fino ad adesso».

SFIDA VERSATILE «La Juve gioca molto bene. Dobbiamo sapere che ci saranno momenti in cui potremo giocare più vicini alla loro porta, ma ci saranno altri momenti in cui dovremo essere più compatti vicino alla nostra. Dovremo giocare molto bene i contesti di partita, leggere con maturità certe situazioni per fare quello che è giusto. La partita ci richiede di essere versatili».

IL PIÙ VECCHIO DEL GRUPPO «Il ruolo non cambia con l‘età, non sento nessun cambiamento in questo caso,. Sento un gruppo unito, consapevole dell‘obiettivo che vogliamo raggiungere. So che faremo di tutto per farlo: domani è una grande opportunità per fare una bella prestazione e portar punti».

NICOLUSSI MEZZ‘ALA? «Lo ha fatto in passato, quindi lo può fare. L‘aspetto di arrivare in area, a volte, viene condizionato da step precedenti, dalla capacità di far progredire la palla. Quindi, non si può limitare tutto al viene o non viene il gol?. Lui ci può aiutare in entrambe le fasi: sia in modo diretto, calciando dal limite - che contro i blocchi bassi è una qualità importante - sia nel far progredire la palla».

TANTI INFORTUNI, LA COPERTA È CORTA «Durante tutta la stagione abbiamo dovuto sviluppare capacità di adattamento perché è stata una necessità data dal contesto. Ma è stata un punto di forza, perché non solo ti dà flessibilità, ma anche resilienza e la consapevolezza che non puoi cambiare il contesto ma affrontarlo con le soluzioni giuste. E adesso sarà lo stesso principio: trovare le soluzioni giuste per essere il più competitivi possibili e fare risultato».

TROILO IN CRESCITA «È molto importante dimostrare e far sentire davvero che un calciatore ha un percorso di crescita. Tutti noi dobbiamo sfruttare le nostre qualità. Troilo sta crescendo molto, a livello personale e professionale. Quando fai di tutto per migliorare e sei capace di adattarti alle nuove situazioni che vivi come ad esempio trasferirsi per la prima volta in un nuovo Paese, riesci sicuramente a esprimere quello che hai dentro. È stato importante in partite di alto livello come contro il Milan, l‘Atalanta e il Napoli: siamo contenti di quello che sta facendo».

ELPHEGE+PELLEGRINO: SI PUÒ? «La prima variabile è sentire che è la cosa giusta per vincere la partita. Poi, le altre situazioni in cui possono giocare insieme sono diverse, magari in partite dove sei più basso e l‘avversario ti costringe a difendere vicino alla tua porta, puoi avere due riferimenti. Lui ha caratteristiche marcate e un margine di crescita importante: proveremo ad aiutarlo al meglio possibile perché ci possa essere utile fin da subito».

LA MULTIFUNZIONALITÀ DEL PARMA «Ci sono giocatori versatili che ti possono aiutare molto, ci sono degli specialisti. Abbiamo calciatori con caratteristiche diverse e che, con intelligenza e relativa facilità, si possono adattare a vari ruoli».

SPALLETTI LA SA LUNGA «Per me non è un gioco di sorprendere l‘avversario o l‘allenatore dell‘altra squadra. Ma i nostri giocatori devono giocare meglio degli avversari per avere più probabilità di portare a casa il risultato. Lui (Spalletti, ndr) ha tantissima esperienza, ha vissuto e ha conoscenza: sta aiutando la Juventus a crescere molto. Noi consapevoli di dover fare un‘ottima prestazione per portare a casa il risultato».

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