Via Bernabé, Estevez e Keita: la fine di un ciclo e un centrocampo da rifondare

Il centrocampo del Parma 2026‑27 riparte da una certezza: il ciclo precedente è finito. Le cessioni quasi sicure di Adrián Bernabé (Sporting Lisbona?) e Lamine Keita (Everton o Atalanta?), unite alla scadenza del contratto di Hernán Estevez passato al Palermo, obbligano la società a una ricostruzione profonda. È un cambio di pelle tecnico e identitario che segna l’inizio di una nuova fase del progetto gialloblù.

E’ la fine di un ciclo: Bernabé dava qualità, Keità fisicità e ritmo, Estevez ordine e geometrie. Il catalano era il giocatore che dava senso alle azioni offensive, seppur in modo incostante durante l’ultima stagione. La sua uscita dal pressing, la capacità di ricevere tra le linee, la naturalezza nel gestire il pallone erano qualità rare. Con la sua partenza, il Parma perde il suo faro creativo.
Keita era il centrocampista che rompeva le partite. Strappi, recuperi, coperture preventive: un profilo che dava equilibrio e profondità. La sua cessione priva Pecchia di un interprete verticale, difficile da sostituire per caratteristiche.
L’argentino era il giocatore che non si nota, ma senza il quale tutto si inceppa. Ordine, ritmo, pulizia tecnica. La sua partenza verso Palermo chiude la porta su un metronomo di sistema che garantiva continuità e identità.

In attesa che il mercato faccia il suo corso, il Parma dovrà intervenire con almeno due titolari e un profilo di rotazione. Le esigenze sono chiare. Seervono profili giovani ma con una buona dose di esperienza anche se ad oggi Cuesta può contare su Nocolussi Caviglia, Cremaschi (appena riscattato), Ordonez e Sorensen: gli ultimi tre sono chiamati al salto di qualità, diversamente sarà dura. In attesa che il mercato porti valide alternative.  

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