Delprato: «Sono un po’ stranito…». Cacciamani: «I leader anziani mi aiutano»

Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini le parole dei calciatori, Enrico Delprato e Alessio Cacciamani, al termine di parma-Torino (clicca qui per le pagelle), match terminato 0-3 e valevole per la 7ª giornata della Serie A 2026/2027.

LE DICHIARAZIONI DI ENRICO DELPRATO (PARMA)

DIFESA IN CRISI D’IDENTITÀ «Sono un po’ stranito, ma mi sento anche responsabile come tutti i miei compagni del primo tempo. Inutile nascondersi dietro il secondo tempo, perché dopo il 2-0 è fisiologico che ci sia una reazione della squadra. Questa è l’unica cosa che si deve salvare: il secondo tempo in cui abbiamo fatto tante occasioni e ci abbiamo provato. Noi siamo i primi responsabili, io in primis devo avere la responsabilità di gestire certe cose. Si tratta anche di comunicare con il compagno certe cose e nei primi minuti abbiamo avuto grosse responsabilità. Non c’entra niente il mister, il cambio modulo, siamo noi da dentro che dobbiamo dare la scossa. Poi, a voler essere onesto, nel terzo gol sembrava che potesse arrivare il 2-1 da parte nostra e invece è arrivato il 3-0 e ci ha tagliato le gambe».

RESPONSABILITÀ DEL 2-0 «Non ho ancora analizzato bene il secondo gol, ma qualcuno poteva pensare che Che Adams fosse in fuorigioco e ha alzato la linea. Però è riduttivo: anche sul primo siamo arrivati tutti un po’ in ritardo sulle scalate e sulle pressioni, quando poi devi difendere e correre all’indietro è tutto più difficile. Poi ci si focalizza sull’uomo in area che segna, ma è tutto quello che c’è dietro che ti porta a doverti abbassare e dobbiamo analizzarlo. Non ce l’aspettavamo sinceramente, perché in settimana abbiamo lavorato bene ma è responsabilità nostra passare il messaggio ai ragazzi dentro al campo. Il fatto di stare lì, non prendere gol e poi capitalizzare le occasioni è qualcosa di importante e da cui dobbiamo ripartire».

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI «I tifosi sono con noi, poi dobbiamo tare tutto quello che abbiamo durante le partite e sappiamo che ci staranno vicino come è stato per tutto l’anno scorso. Si riparte da domani, ci ritroviamo subito e analizziamo gli errori. Adesso bisogna essere bravi a non rammaricarci e trovare compattezza, che è stata la nostra forza negli anni: aiutarci sempre l’un l’altro.».

PRESENZA DI KRAUSE E NERVOSISMO IN CAMPO «Il presidente è venuto prima negli spogliatoi per motivare un po’ la squadra prima della partita. Sinceramente non vedo il problema del nervosismo in campo, è un po’ la frustrazione che c’è quando stai perdendo. Il problema è solo di comunicazione e di contenuto, di stare allineati su quella che è la tattica della partita e della squadra. Noi più grandi, avendo lavorato col mister tutta la settimana e su determinate cose, dobbiamo essere bravi a comunicarlo a tutti. Non ci sono malumori. Dobbiamo lavorare anche se non c’è tempo: già la settimana scorsa abbiamo preso due gol in pochi minuti ed è successo anche oggi. Non bisogna perdere la testa, perché se si va sul 2-0 diventa difficile recuperare la partita».

CAMBIO TATTICO DIETRO AI TANTI GOL SUBITI? «In particolare, tatticamente, non è cambiato granché. Probabilmente dobbiamo essere più bravi noi a capire certe situazioni: ci sono momenti della partita in cui devi stare più compatto e lasciare il possesso palla a loro. Noi dobbiamo essere più bravi nello switch tra il capire quando aggredire l’uomo su palla persa o quando stare più compatti. La cosa positiva è che in queste due partite abbiamo alzato il baricentro e creato più occasioni ma non dobbiamo perdere la cosa fondamentale per questa squadra: stare uniti, compatti, difendere bene e non concedere occasioni».


LE DICHIARAZIONI DI ALESSIO CACCIAMANI (TORINO)

SULLA PRESTAZIONE DI SQUADRA E INDIVIDUALE «Siamo molto soddisfatti perché frutto del lavoro settimanale e siamo riusciti a mettere in campo i nostri principi di gioco con maggiore fluidità. Non credo di dovermi mettere in testa di crescere per forza, dando il 100% in allenamento ogni giorno la crescita viene di conseguenza. Ciò che conta non è il modulo, ma l’aggressività con cui vai a impattare la partita e la mentalità. Il gol devo metterlo dentro, ma con molta serenità, lavoreremo anche su questo»

IL RAPPORTO COL TORINO E IL MERCATO «Il mio primo pensiero è sempre stato il Toro e ricambiare la fiducia che hanno dato nei miei confronti, il mio primo pensiero è sempre stato questo. A questa età una fiducia così grande dalla piazza ti responsabilizza da una parte e ti gratifica dall’altra».

RESPONSABILITÀ IN UN GRUPPO ESPERTO «Non ho paura della responsabilità sia perché i miei compagni più esperti mi aiutano durante la settimana sia perché sono una persona abbastanza autocritica che vuole migliorarsi sempre. Questo mi carica anche di alcune responsabilità, quindi per superare questo voler fare sempre di più, l’unico modo è lavorare sempre durante la settimana e volere sempre di più».

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