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COMMENTO: Parma eppur si muove
COMMENTO:

Un altro piccolo mattoncino verso la salvezza. Un altro 0-0 dopo quello col Torino. La porta di Sepe resta immacolata, la classifica pure (aspettando il posticipo Atalanta-Empoli) e l‘umore cresce di una tacca. Il Parma continua a viaggiare a basse velocità (una vittoria nelle ultime 12 partite) tra mille difficoltà e una formazione dettata dall‘infermeria che anche oggi ha costretto D‘Aversa a ridisegnare l‘assetto tattico, tornando ad un 4-3-3 che in fase difensiva, cioè per lunghi tratti della partita, si trasformava in 4-5-1.

Il derby del Mapei Stadium ha offerto uno spettacolo sotto la sufficienza e questo indipendentemente dalla pioggia che ha reso il campo scivoloso e insidioso. Perché la partita è rimasta bloccata a lungo, per merito (o demerito) del Parma che si è difeso in massa, coprendo ogni centimetro della propria metà campo e dell‘area di rigore, raddoppiando le marcature e spazzando decine di palloni. Una squadra da battaglia, armata fino ai denti per difendere il fortino, ma senza armi adeguate per fare il colpaccio. Il rigore di Ceravolo parato da Consigli (15° rigore parato in A dal portiere neroverde) è l‘unica recriminazione di una gara che il Sassuolo ha dominato nel possesso palla e nel numero di occasioni (20-3). Senza tralasciare le tre parate decisive di Sepe, il palo di Boga e il gol annullato a Matri per fuorigioco.

Ai punti avrebbe vinto il Sassuolo, ma questo è il gioco del calcio e se non prendi gol porti a casa almeno un punto. Una strategia antiquata ma sempre efficace, ad ogni livello. Un comandamento che fa parte della Bibbia del pallone: primo non prenderle. Che non significa vincere, ma semplicemente portare a casa un punto. Proprio quello che ha fatto oggi il Parma. Pensare a qualcosa di più, in questo momento di difficoltà, infortuni e condizioni precarie, non è realistico. I palati fini se ne facciano una ragione, sebbene sia lecito aspettarsi un pizzico di coraggio e qualità in più, cioè una tattica semplicemente più propositiva, più coinvolgente, perché in fondo il calcio resta uno spettacolo a pagamento.

Discorsi che lasciano il tempo che trovano, intanto godiamoci questo Parma: brutto, cattivo, affamato e con una grande forza mentale. Ingredienti essenziali per la lotta salvezza.