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Addio a Lorenzo Sanz: il Real Madrid la caparra e il Parma
Addio

Il coronavirus ha fatto un’altra vittima illustre, è Lorenzo Sanz. Aveva 76 anni e da alcuni giorni era ricoverato in condizioni critiche in un ospedale di Madrid. Il nome di Sanz, oltre al Real Madrid, con cui ha vinto uno scudetto, due Champions League e una Coppa Intercontinentale, è legato anche a Parma. L’imprenditore spagnolo, infatti, nel 2005 fu uno dei protagonisti della telenovela per la cessione del Parma Fc, insieme all’imprenditore napoletano Gaetano Valenza. Una storia che ancora oggi nasconde diversi lati oscuri, a partire dalla fidejussione confirmatoria di 7,5 milioni di euro versate nelle casse di Enrico Bondi che allora era l’amministratore straordinario del club crociato. Caparra che Sanz non riuscì mai a recuperare a causa di successive inadempienze economiche. Quella somma si rivelò fondamentale per le casse del Parma che proprio con quei soldi riuscì a portare a termine la stagione culminata con la salvezza nello spareggio col Bologna (Carmignani in panchina) e poi con la successiva cessione a Tommaso Ghirardi.
Il 12 agosto del 2005 Sanz e il figlio Lorenzo Duran furono ad un passo dal Parma, tant’è che il club gialloblù pubblicò un comunicato ufficiale con cui diceva “di avere accettato una proposta irrevocabile di acquisto per il 100% delle azioni Parma F.C. pervenuta dalla società spagnola Inversiones Renfisa S.L. che fa capo al Sig. Lorenzo Sanz, già presidente del Real Madrid. Il trasferimento di proprietà e il pagamento del prezzo, a fronte del quale è stato versato un acconto, sono previsti entro il 20 settembre (…)”. Era tutto fatto, soldi a parte: i Sanz si comportavano già da padroni, tant’è che venne convocato una conferenza stampa al Tardini presieduta da Vittorio Albertini, l’antiquario che aveva fatto da tramite tra il Parma e Sanz.
Comunicato a parte, la trattativa andò avanti fino a gennaio 2006, poi Sanz sparì nel nulla, dopo essere stato arrestato e rilasciato dopo 2 ore dalla polizia spagnola per un presunto traffico di quadri che sarebbe servito proprio a finanziare l’acquisto del Parma, società che in passato apparteneva all’amico fedelissimo Calisto Tanzi.