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LUCARELLI: Se la partita è stata venduta voglio le prove. La squadra non ha niente da nascondere

Pugni sui tavoli, voci ingrossate di rabbia e scontri verbali. Clima incandescente nel pomeriggio al Centro Sportivo di Collecchio dove si è svolta un’improvvisa conferenza stampa da parte di tutti i giocatori crociati per rispondere alle calunniose accuse che arrivano da Pozzuoli e dal giornalista del quotidiano Il Mattino. Accuse che stanno togliendo il sonno a tifosi e addetti ai lavori, perché qui si parla di una presunta combine tra Parma e Ancona e di un flusso anomalo di scommesse. Voci che in città circolano già domenica pomeriggio, all’interno del Tardini, proprio durante la sfida contro i marchigiani ultimi in classifica.
A nome di tutti ha parlato il capitano Alessandro Lucarelli, una lunga arringa difensiva, a titolo personale ma soprattutto a nome di tutta la squadra. Parole forti che, però, non fermeranno le indagini della Procura Federale su quanto accaduto e scritto.
E’ doveroso da parte nostra metterci la faccia perché da 5 giorni ci stanno riempiendo di merda. Tutti fenomeni da tastiera L’unica colpa è aver perso male domenica. Tutto il resto sono delle stronzate.
Dicano nome e cognome di chi ha venduto la partita. Che il giornalista de Il Mattino suoni a tutti quelli del condominio di Pozzuoli per fasi dire chi è stato a vendersi la partita. Queste sono accuse pesanti. Quando si scrivono certe cose bisogna avere la certezza.
C’è un organo di controllo che verifica il flusso di scommesse, gli chiediamo di aprire un’indagine sulla nostra partita, se ci sarà bisogno. Chiediamo noi di andare in fondo, perché siamo noi i primi a volerlo sapere.
Ci scusiamo per la prestazione. Queste accuse stanno condizionando il pensiero dei nostri tifosi. Che ci fischiano quando giochiamo male, ma che non pensino a qualcosa di diverso dopo la sconfitta con l’Ancona.
Sono qui da 10 anni. Sono io la garanzia. Metto le mani sul fuoco per ognuno dei mie compagni di squadra. Questo polverone secondo me è stato fatto scatenare apposta.

Se la partita è stata venduta voglio le prove. Ho parlato con Tommasi e gli ho detto che voglio essere io il primo a sapere come sono andati i fatti. Ho tre figli e li devo guardarli in faccia. Io come tanti altri.
Non siamo qui a difenderci. Vogliamo che chi ha fatto delle accuse porti delle testimonianze.
Qualsiasi cosa vogliano fare noi siamo aperti a tutto, non abbiamo niente da nascondere.
Questo tram tram è partito tutto sui social network, non siamo qui a difenderci, vogliamo che venga fatta chiarezza.

Abbiamo una stagione da finire e dei playoff da preparare. La tifoseria deve avere fiducia in noi. Siamo qui per vincere il campionato. Non abbiamo niente da nascondere.

La sensazione è che questa sia solo la prima puntata di una lunga serie.

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